<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><?xml-stylesheet type='text/xsl' href='http://ciglione.spaces.live.com/mmm2008-07-24_12.50/rsspretty.aspx?rssquery=en-US;http%3a%2f%2fciglione.spaces.live.com%2ffeed.rss' version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:msn="http://schemas.microsoft.com/msn/spaces/2005/rss" xmlns:live="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" xmlns:dcterms="http://purl.org/dc/terms/" xmlns:cf="http://www.microsoft.com/schemas/rss/core/2005" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"><channel><title>Capitalismo: privatizzazione dei profitti, socializzazione delle perdite</title><description /><link>http://ciglione.spaces.live.com/</link><language>en-US</language><pubDate>Thu, 09 Oct 2008 18:46:31 GMT</pubDate><lastBuildDate>Thu, 09 Oct 2008 18:46:31 GMT</lastBuildDate><generator>Microsoft Spaces v1.1</generator><docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs><ttl>60</ttl><live:identity><live:id>-2179731283994127465</live:id><live:alias>ciglione</live:alias></live:identity><image><title>Capitalismo: privatizzazione dei profitti, socializzazione delle perdite</title><url>http://blufiles.storage.live.com/y1p40jynp0uamoj6lIpMUkycLQRIniPX8TMCO0Chvg0Mxs99YGn1_-12aCeH5s2wwd5</url><link>http://ciglione.spaces.live.com/</link></image><cf:listinfo><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="typelabel" label="Type" /><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="tag" label="Tag" /><cf:group element="category" label="Category" /><cf:sort element="pubDate" label="Date" data-type="date" default="true" /><cf:sort element="title" label="Title" data-type="string" /><cf:sort ns="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" element="comments" label="Comments" data-type="number" /></cf:listinfo><item><title>Orde di italiani infestano l'Italia, mandiamoli via!</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!989.entry</link><description> L’Italia è un paese pericoloso. Ci vuole sicurezza. La sicurezza è la prima cosa (quella era la&lt;br&gt; salute, diceva il povero Massimo Troisi). La sicurezza è un tema né di destra né di sinistra&lt;br&gt; diceva Walter Veltroni in campagna elettorale. Neanche di colore della pelle, aggiungerei.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Qui se c’è un grave problema di sicurezza è per gli immigrati nelle mani di 58 milioni di &lt;br&gt;energumeni di italiani brava gente! Questi italiani sono decisamente troppi. Non vi danno &lt;br&gt;fastidio in strada tutti questi italiani? Che essendo di più, anzi che essendo troppi, si &lt;br&gt;attrezzano: uomini con spranga contro ragazzino agonizzante in terra. Criminali con&lt;br&gt; fucile contro lavoratori disarmati. Poliziotti con manganello contro ragazzino. &lt;br&gt;Branco contro lavoratore cinese solo alla fermata.&lt;br&gt;&lt;br&gt;E’ vero, in Italia c’è un grave problema di sicurezza e verrebbe da bofonchiare da &lt;br&gt;sinistra che il problema è sociale e culturale e non di ordine pubblico, ma sbrigati a &lt;br&gt;dirlo perché ci sono i consigli per gli acquisti. E comunque gli elettori non capirebbero. &lt;br&gt;Ah già; che capiscono più quelli?&lt;br&gt;&lt;br&gt;Facciamo il punto: in Italia la sicurezza è un problema di ordine pubblico e il governo deve&lt;br&gt;assicurare la sicurezza ai cittadini. Già, ma a quali? Commercianti milanesi, camorristi casertani,&lt;br&gt;vigili urbani di Parma e sottoproletari romani (per restare agli ultimi giorni) uniti nella lotta sono &lt;br&gt;passati dalle parole ai fatti. Finalmente abbiamo ritrovato l’unità nazionale della violenza razzista &lt;br&gt;e dello squadrismo. Razzismo e squadrismo secondo le migliori tradizioni nazionali. Ma almeno &lt;br&gt;fossero davvero fascisti. Un fascista con quel microcefalo che si ritrova, almeno qualche &lt;br&gt;scelta l’ha fatta per diventare tale. Come dice Alberto Asor Rosa almeno un progetto di &lt;br&gt;paese, per quanto disdicevole, lo ha. Qui c’è il nulla assoluto. Può essere razzista uno &lt;br&gt;che il cervello se l’è consumato guardando “L’Isola dei famosi” sul servizio (nel senso di WC) &lt;br&gt;pubblico? Un giudice serio li assolverebbe tutti per incapacità di intendere. Di volere no, &lt;br&gt;perché volere vogliono, avere un nemico da sprangare, odiare, discriminare e poi andare &lt;br&gt;nei centri commerciali… Se dico che ce l’abbiamo nel DNA sono autorazzista, vero?&lt;br&gt;&lt;br&gt;E se poi un giornalista del Ghana descrivesse documentatamente l’Italia com’è e la sua &lt;br&gt;descrizione risultasse esattamente come noi supponiamo sia il Ghana e uno cinese&lt;br&gt;descrivesse la “civilissima Parma” per quel che è, ovviamente ci offenderemo a morte. &lt;br&gt;Approposito, ma non vi viene da ridere quando dite e ripetete fino alla noia “civilissima &lt;br&gt;Parma”, “civilissima Treviso”, “civilissima Verona”, ma civilissima ddeche?&lt;br&gt;&lt;br&gt;Certo, non bisogna fare d’ogni erba un fascio, c’è commerciante e commerciante, &lt;br&gt;camorrista e camorrista, poliziotto e poliziotto, lumpen e lumpen. Ma perché allora tutti i &lt;br&gt;romeni, tutti i rom, tutti i negri, tutti i napoletani, tutti i cinesi sono uguali? Certo, certo, di&lt;br&gt;razzismo non si può parlare, lo sanno tutti che non tutti i commercianti milanesi sprangano a &lt;br&gt;morte i ragazzini e alcuni camorristi stanno in giacca e cravatta in parlamento (dove &lt;br&gt;abbiamo appreso che però soffrono di depressione). E forse ha perfino ragione il PD di &lt;br&gt;Parma per il quale se sei poliziotti massacrano di botte un ragazzino appena uscito &lt;br&gt;dall’oratorio non è razzismo ma il pericolo è che “rischia di essere danneggiata &lt;br&gt;l’immagine della città” (quintuplo sic).&lt;br&gt;&lt;br&gt;E poi del resto che facciamo? Mandiamo l’esercito a Parma a difendere &lt;br&gt;i ragazzini dell’oratorio dai vigili urbani?&lt;br&gt;&lt;br&gt;by www.gennarocarotenuto.it&lt;br&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+Orde+di+italiani+infestano+l'Italia%2c+mandiamoli+via!&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><category>None</category><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!989.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!989.entry</guid><pubDate>Thu, 09 Oct 2008 18:46:31 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!989/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!989.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-10-09T18:46:31Z</dcterms:modified></item><item><title>Il problemino del capitalismo</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!988.entry</link><description> &lt;font size=3&gt;
DI THOMAS WALKOM&lt;br&gt;&lt;i&gt;Toronto Star&lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;

La crisi finanziaria che stritola gli Usa non è un’anomalia. È solo che abbiamo la memoria corta. &lt;br&gt;&lt;br&gt;

Ciò che sta accadendo ora a Wall Street viene visto come una storia nuova. Non lo è. È una &lt;br&gt;storia molto vecchia. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Karl Marx scrisse a riguardo; e così fece pure John Maynard Keynes. Più
recentemente il tycoon &lt;br&gt;George Soros si è pronunciato su di ciò, e così
ha fatto anche l’illustre Economist, una &lt;br&gt;rivista finanziaria
decisamente favorevole al libero mercato. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Questa vecchia storia è molto semplice: il capitalismo è instabile. È
un sistema economico &lt;br&gt;che può essere spietatamente produttivo. Ma è
anche un sistema di meccanismi &lt;br&gt;complicati—Marx le chiamava
contraddizioni interne—che può sfuggire completamente &lt;br&gt;al controllo.
Cosa che regolarmente avviene. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;A seguire: &amp;quot;Lenin aveva predetto la situazione attuale?&amp;quot; da Information Clearing House.&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Marx, un filosofo tedesco arrabbiato perchè soffriva di
problemi alla pelle, vide queste &lt;br&gt;contraddizioni come opportunità:
immaginò che l’autodistruzione del capitalismo potesse &lt;br&gt;portare a un
mondo migliore. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Keynes, un economista britannico che amava speculare sulle valute
estere durante la sua &lt;br&gt;colazione mattutina base di tè e toast, li vide
come problemi che avrebbero potuto &lt;br&gt;distruggere un mondo che gli piaceva
parecchio. La costruzione dello Stato sociale che&lt;br&gt; porta il suo nome fu
progettata nel periodo post-1945 per, letteralmente, salvare il
&lt;br&gt;capitalismo da se stesso. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Le banche vennero regolamentate per impedire che i finanzieri facessero
crollare&lt;br&gt; l’economia con le loro truffe. I sindacati furono incoraggiati
per dare ai lavoratori un modo &lt;br&gt;di partecipare allo status quo e
vaccinarli contro la politica radicale. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
I ricchi si dichiararono d’accordo alle politiche governative di
tassazione e spesa, sapendo &lt;br&gt;che, alla fine, e meglio dare da mangiare
ai poveri piuttosto che lasciare chi ti tagliano la gola. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Fu un gigantesco e tacito compromesso—forzato dalla depressione degli
anni 30, &lt;br&gt;temprato dalla guerra e forgiato sotto la minaccia del
comunismo. &lt;br&gt;&lt;br&gt;

Per molto tempo ha funzionato. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Ma il grande compromesso non avrebbe mai potuto risolvere quelle
incoerenze che &lt;br&gt;sono inerenti all’economia mondiale. Col tempo nuove
forze entrano in gioco. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Quegli stessi investimenti stranieri che consentirono alle aziende
statunitensi di prosperare &lt;br&gt;nel mondo del dopoguerra incoraggiarono lo
sviluppo dei rivali: prima la Germania ovest &lt;br&gt;e il Giappone, da ultime
la Cina e l’Unione Europea. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
In tutto l’Occidente industrializzato, i lavoratori sindacalizzarti
imbottiti dalle politiche di &lt;br&gt;pieno impiego dello Stato sociale,
chiesero e ottennero un’impennata delle paghe che &lt;br&gt;eccedeva i loro
guadagni produttivi. Questo è il motivo per cui, negli anni 70,
l’inflazione &lt;br&gt;decollò. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Nel frattempo, il crollo del comunismo e il discredito delle politiche
rivoluzionarie rimosse&lt;br&gt;la pressione dai datori di lavoro. Perché
preoccuparsi di creare un grande compromesso&lt;br&gt;con i propri lavoratori se
questi non sono una minaccia? &lt;br&gt;&lt;br&gt;
E così venne la fase della riduzione delle spese—la distruzione dello
Stato sociale. In&lt;br&gt; Inghilterra iniziò come Thatcherismo, negli Usa come
Reaganomics. In entrambi i casi &lt;br&gt;i leader si impegnarono per limitare il
potere dei sindacati nei loro paesi. Entrambi ci&lt;br&gt; riuscirono, la
Thatcher affrontando i minatori, Reagan licenziando i controllori di
volo &lt;br&gt;sindacalizzati. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Il loro scopo non era il tradizionale conservatorismo fiscale. Di
fatto, sotto Reagan, le&lt;br&gt;finanze federali Usa spiraleggiarono verso il
deficit. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Il loro scopo era, piuttosto, di alterare l’equilibrio di forze
all’interno della società. I tagli &lt;br&gt;delle tasse di Reagan erano
progettati per aiutare i ricchi; il monetarismo della Thatcher &lt;br&gt;si
concentrò sullo stritolamento dei salari. &lt;br&gt;&lt;br&gt;

In Canada avemmo Paul Martin e Mike Harris—politiche simili ma su una scala diversa. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Come risultato il divario nei salari si allargò in tutto il mondo
industriale. I ricchi diventarono &lt;br&gt;più ricchi, la classe media rallentò
e i poveri divennero più poveri. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
La fase due riguardò lo smantellamento di quelle stesse salvaguardie
finanziarie erette dopo &lt;br&gt;la debacle degli anni 30. I particolari
variarono da paese a paese, ma lo scopo era lo stesso: &lt;br&gt;deregolamentare
le industrie finanziarie in modo che si centralizzassero e
concentrassero le &lt;br&gt;loro tremende risorse in nuove e più profittevoli
aree. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Negli Usa una deregulation finanziaria portò a stralciare le leggi che
avevano protetto i &lt;br&gt;proprietari di piccoli depositi—cosa che portò nei
tardi anni 80 al crollo delle cosiddette&lt;br&gt; banche “savings and loans”
[letteralmente di “risparmi e prestiti”, in pratica &lt;br&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Savings_and_loan_crisis"&gt;semplici casse di risparmio che fallirono a causa di politiche avventurose soprattutto &lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Savings_and_loan_crisis"&gt;nel mercato immobiliare&lt;/a&gt;. N.d.t.]. &lt;br&gt;&lt;br&gt;

A sua volta esso portò il governo Usa a progettare il suo primo grande salvataggio del &lt;br&gt;dopoguerra. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
In Canada, la deregolamentazione portò a fare a pezzi un sistema che
aveva mantenuto &lt;br&gt;varie porzioni dell’industria finanziaria isolate le
una dalle altre. Sotto il nuovo regime, &lt;br&gt;assicuratori, società
fiduciarie e società di investimento si unirono e mischiarono. &lt;br&gt;Le
restrizioni al prestito vennero attenuate. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Ironicamente la fase tre fu innescata proprio dal successo del mondo
industriale nel &lt;br&gt;combattere l’inflazione. Come l’inflazione scese così
fecero anche i guadagni tramite&lt;br&gt;i normali canali di investimento. Gli
investitori, alla ricerca di maggiori guadagni, &lt;br&gt;iniziarono a cercare
opzioni più rischiose e più remunerative. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Così arrivò l’infatuazione per i cosiddetti nuovi strumenti finanziari.
Molte famiglie si &lt;br&gt;accontentavano di cose non troppo esotiche come i
fondi comuni d’investimento. &lt;br&gt;Ma per individui e aziende benestanti la
nuova frontiera era molto più esotica: derivati,&lt;br&gt; fondi speculativi [&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hedge_fund"&gt;Hedge funds&lt;/a&gt;], index funds [Fondi comuni di investimento volti a &lt;br&gt;replicare movimenti dell’indice di uno specifico mercato finanziario. Da &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Index_funds"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;.
N.d.t.], &lt;br&gt;collateralized debt obligations [Titolo obbligazionario
garantito da crediti ed emesso da &lt;br&gt;una società appositamente creata, a
cui vengono cedute le attività poste a garanzia. &lt;br&gt;Si veda &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Collateralized_debt_obligations"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;. N.d.t.]. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Tutti questi strumenti lavoravano sul venerabile principio della leva
finanziaria: mettere&lt;br&gt; poco per guadagnare tanto. Purtroppo, come ci
saremmo dovuti ricordare dall’esperienza &lt;br&gt;degli anni 30, la leva
funziona solo quando l’economia sale. Quando le cose iniziano ad&lt;br&gt; andar
male un bene sottoposto a leva finanziaria può diventare un
intollerabile zavorra. &lt;br&gt;[Altri, tra cui J. K Galbraith, si veda il suo “&lt;a href="http://libreriarizzoli.corriere.it/libro/galbraith_john_k-il_grande_crollo_.aspx?ean=9788833906287"&gt;Il Grande Crollo&lt;/a&gt;”,
spiegano che il meccanismo&lt;br&gt; della leva finanziaria funziona anche in
negativo: i titoli e i beni con una forte leva &lt;br&gt;scendono e portano al
fallimento in situazioni di crisi con molta più rapidità che titoli a
&lt;br&gt;bassa leva. N.d.t.]. &lt;br&gt;&lt;br&gt;

In fin dei conti le società &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Private_equity"&gt; private equity&lt;/a&gt;
e i sottoscrittori dii mutui sub-prime stavano&lt;br&gt;facendo praticamente la
stessa cosa: prendere a prestito denaro che non si sarebbero &lt;br&gt;potuti
permettere di restituire, nella speranza che un qualunque bene da loro
acquistato&lt;br&gt;sarebbe continuato a crescere di valore. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Si è trattato di un gigantesco schema Ponzi che non poteva durare. E
così è stato. &lt;br&gt;[Lo “Schema di Ponzi”, dal nome del suo inventore,
l’immigrato italiano negli USA Charles &lt;br&gt;Ponzi, è un modello economico di
vendita truffaldino che promette forti guadagni alle &lt;br&gt;vittime a patto
che queste reclutino nuovi &amp;quot;investitori&amp;quot;, a loro volta vittime della
truffa. &lt;br&gt;Vedi &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Schema_di_Ponzi"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;. N.d.t.] &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Così siamo di nuovo punto e accapo. Il sistema è vicino al collasso. Il
presidente della Federal &lt;br&gt;Reserve Bernanke potrebbe ricordarsi la sua
storia (egli è un’autorità sulla Depressione &lt;br&gt;degli anni 30). Ma pochi
altri se la ricordano. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
In televisione, uno sconcertato presidente George W. Bush ricordava il
proverbiale cervo &lt;br&gt;abbagliato dai fari. Qui in Canada, il primo ministro
Stephen Harper insiste a dire che i&lt;br&gt; fondamenti economici del paese sono
buoni, cosa che, anche fosse vera, è largamente &lt;br&gt;irrilevante nel
contesto di un possibile crollo mondiale. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
I contribuenti americani si sono comprensibilmente scocciati della
richiesta di salvare l’intero &lt;br&gt;sistema capitalista globale. Proprio
adesso la loro ira è rivolta ai ricconi di Wall Street. &lt;br&gt;Ma nei loro
cuori riconoscono che questo non è un cattivo affare. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Il piano di salvataggio da $ 700 miliardi potrebbe salvare il sistema
finanziario. Ma dopo che &lt;br&gt;le persone comuni avranno pazientemente
accumulato questi soldi, la loro ricompensa non &lt;br&gt;sarà altro che un
ritorno alla situazione di prima? Persino i politici stanno iniziando a
&lt;br&gt;riconoscere che qualunque soluzione duratura deve affrontare qualcosa
di più che la &lt;br&gt;struttura economica della crisi. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Ironicamente ciò per cui annaspano è lo stesso tipo di soluzione che ci
hanno fatto smantellare&lt;br&gt;negli scorsi quarant’anni. E’ tempo di un altro
grande compromesso—non necessariamente &lt;br&gt;lo stesso che ci diede lo Stato
sociale del dopoguerra, ma uno che fornisca un simile &lt;i&gt;do ut des&lt;/i&gt;.
&lt;br&gt;E sarà qualcosa del genere: salveremo il vostro dannato vecchio
capitalismo; vi lasceremo &lt;br&gt;avere le grandi case e i grandi salari (anche
se forse non tanto grandi quanto erano prima). &lt;br&gt;Ma in cambio dovrete
restituirci qualcosa, in posti di lavoro, in salari e nelle cose di cui
&lt;br&gt;abbiamo bisogno per vivere una vita civile. Né vi lasceremo distruggere
tutto ciò che ci è &lt;br&gt;caro perché voi possiate farvi un bel gruzzolo. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
E non rifilateci ancora le solite stupidaggini sul libero mercato.
Perché sappiamo, e lo &lt;br&gt;sapete anche voi, che in momenti di forte
pressione, il libero mercato non funziona. &lt;br&gt;La crisi ce lo ha ricordato.
&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Thomas Walkom&lt;/b&gt; scrive di politica economica. La sua colonna appare&lt;br&gt; regolarmente il mercoledì e il sabato. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
© Copyright Toronto Star 1996-2008&lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;i&gt;Titolo originale: &amp;quot;A Little Problem With Capitalism&amp;quot;&lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Fonte: http://www.thestar.com&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.thestar.com/article/507302"&gt;Link&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
29.08.2008&lt;br&gt;&lt;br&gt;

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;VLADIMIR LENIN AVEVA PREDETTO LA SITUAZIONE ATTUALE?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;Brani Tratti da “Imperialismo, fase suprema del capitalismo”. V. I. Lenin, 1916&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;
L’epoca dell’imperialismo inizia quando l’espansione del colonialismo
ha coperto&lt;br&gt; il globo, nessuna nuova colonia può essere acquisita dalle
grandi potenze se non &lt;br&gt;strappandosele le une alle altre e la
concentrazione di capitale è cresciuta al punto &lt;br&gt;in cui il capitale
finanziario diventa dominante sul capitale industriale. &lt;br&gt;&lt;br&gt;

Lenin elencò le seguenti cinque caratteristiche dell’epoca dell’imperialismo: &lt;br&gt;&lt;br&gt; 1) la
concentrazione della produzione e del capitale, che ha raggiunto un
grado talmente&lt;br&gt; alto di sviluppo da creare i monopoli con funzione
decisiva nella vita economica; &lt;br&gt;&lt;br&gt;
2) &lt;b&gt;la
fusione del capitale bancario col capitale industriale e il formarsi,
&lt;br&gt;sulla base di questo &amp;quot;capitale finanziario&amp;quot;, di un'oligarchia
finanziaria&lt;/b&gt;; &lt;br&gt;&lt;br&gt;
3) la grande importanza acquistata dall'esportazione di capitale in confronto con l'esportazione di merci; &lt;br&gt;&lt;br&gt;
4) il sorgere di associazioni monopolistiche internazionali di capitalisti, che si ripartiscono il mondo; &lt;br&gt;&lt;br&gt;
5) la compiuta ripartizione della terra tra le più grandi potenze capitalistiche. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
L'imperialismo è dunque il capitalismo giunto a quella fase di
sviluppo, in cui si è formato il &lt;br&gt;dominio dei monopoli e del capitale
finanziario, l'esportazione di capitale ha acquistato &lt;br&gt;grande
importanza, è cominciata la ripartizione del mondo tra i trust
internazionali, ed è &lt;br&gt;già compiuta la ripartizione dell'intera
superficie terrestre tra i più grandi paesi capitalistici. &lt;br&gt;[Dal &lt;a href="http://www.marxists.org/italiano/lenin/1916/imperialismo/capitolo7.htm"&gt;Capitolo VII&lt;/a&gt;].&lt;br&gt;&lt;br&gt;
[L’imperialismo] è già qualche cosa di ben diverso dall'antica libera
concorrenza tra &lt;br&gt;imprenditori dispersi e sconosciuti l'uno all'altro,
che producevano per lo smercio su&lt;br&gt; mercati ignoti. La concentrazione ha
fatto progressi tali, che ormai si può fare un &lt;br&gt;calcolo approssimativo
di quasi tutte le fonti di materie prime (per esempio i minerali &lt;br&gt;di
ferro) di un dato paese, anzi, come vedremo, di una serie di paesi e
perfino di tutto&lt;br&gt;il mondo. E non solo si procede a un tale calcolo, ma
le miniere, i territori produttori &lt;br&gt;vengono accaparrati da colossali
consorzi monopolistici [ora definiti conglomerati &lt;br&gt;multinazionali
N.d.r.]. Si calcola approssimativamente la capacità del mercato che
&lt;br&gt;viene &amp;quot;ripartito&amp;quot; tra i consorzi in base ad accordi. Si monopolizza la
mano d'opera &lt;br&gt;qualificata, si accaparrano i migliori tecnici, si mettono
le mani sui mezzi di comunicazione &lt;br&gt;e di trasporto: le ferrovie in
America, le società di navigazione in America e in Europa. &lt;br&gt;Il
capitalismo, nel suo stadio imperialistico, conduce decisamente alla
più universale &lt;br&gt;socializzazione della produzione; trascina, per così
dire, i capitalisti, a dispetto della&lt;br&gt;loro coscienza, in un nuovo
ordinamento sociale, che segna il passaggio dalla libertà &lt;br&gt;di
concorrenza completa alla socializzazione completa.&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Viene socializzata la produzione, ma l'appropriazione dei prodotti
resta privata. I mezzi &lt;br&gt;sociali di produzione restano proprietà di un
ristretto numero di persone. Rimane&lt;br&gt; intatto il quadro generale della
libera concorrenza formalmente riconosciuta, ma &lt;br&gt;l'oppressione che i
pochi monopolisti esercitano sul resto della popolazione viene &lt;br&gt;resa
cento volte peggiore, più gravosa, più insopportabile. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
[…]L'evoluzione del capitalismo è giunta a tal punto che, sebbene la
produzione di &lt;br&gt;merci continui come prima a &amp;quot;dominare&amp;quot; e ad essere
considerata come base di tutta &lt;br&gt;l'economia, essa in realtà è già minata
e i maggiori profitti spettano ai &amp;quot;geni&amp;quot; delle &lt;br&gt;manovre finanziarie.
Base di tali operazioni e trucchi è la socializzazione della
&lt;br&gt;produzione, ma l'immenso progresso compiuto dall'umanità, affaticatasi
per giungere &lt;br&gt;a tale socializzazione, torna a vantaggio... degli
speculatori. [Dal &lt;a href="http://www.marxists.org/italiano/lenin/1916/imperialismo/capitolo1.htm"&gt;Capitolo I&lt;/a&gt;]&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Monopoli, oligarchia, tendenza al dominio anziché alla libertà,
sfruttamento di un&lt;br&gt; numero sempre maggiore di nazioni piccole e deboli
per opera di un numero sempre &lt;br&gt;maggiore di nazioni più ricche o potenti:
sono le caratteristiche dell'imperialismo, &lt;br&gt;che ne fanno un capitalismo
parassitario e putrescente. Sempre più netta appare &lt;br&gt;la tendenza
dell'imperialismo 'a formare lo &amp;quot;Stato &lt;i&gt;rentier&lt;/i&gt;&amp;quot;, lo Stato usuraio, la cui &lt;br&gt;borghesia vive esportando capitali e &amp;quot;tagliando &lt;i&gt;cedole&lt;/i&gt;&amp;quot;.
Sarebbe erroneo credere &lt;br&gt;che tale tendenza alla putrescenza escluda il
rapido incremento del capitalismo:&lt;br&gt;tutt'altro. Nell'età
dell'imperialismo i singoli paesi palesano, con forza maggiore o
&lt;br&gt;minore, ora l'una ora l'altra di quelle tendenze. In complesso il
capitalismo cresce &lt;br&gt;assai più rapidamente di prima sennonché tale
incremento non solo diviene in &lt;br&gt;generale più sperequato, ma tale
sperequazione si manifesta particolarmente &lt;br&gt;nell'imputridimento dei
paesi capitalisticamente più forti (Inghilterra). [...] &lt;br&gt;[Dal &lt;a href="http://www.marxists.org/italiano/lenin/1916/imperialismo/capitolo10.htm"&gt;Capitolo X&lt;/a&gt;]&lt;br&gt;&lt;br&gt;

Parliamo del parassitismo, che è proprio dell'imperialismo. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Come abbiamo visto, la base economica più profonda dell'imperialismo è
il monopolio, &lt;br&gt;originato dal capitalismo e trovantesi, nell'ambiente
generale del capitalismo, della &lt;br&gt;produzione mercantile, della
concorrenza, in perpetuo e insolubile antagonismo &lt;br&gt;con l'ambiente
medesimo. Nondimeno questo monopolio, come ogni altro, genera&lt;br&gt; la
tendenza alla stasi e alla putrefazione. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Certo la possibilità di abbassare, mediante nuovi miglioramenti
tecnici, i costi di &lt;br&gt;produzione ed elevare i profitti, milita a favore
delle innovazioni. Ma la tendenza&lt;br&gt; alla stagnazione e alla putrefazione,
che è propria del monopolio, continua dal &lt;br&gt;canto suo ad agire, e in
singoli rami industriali e in singoli paesi s'impone per &lt;br&gt;determinati
periodi di tempo. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Il possesso monopolistico di colonie particolarmente ricche, vaste ed opportunamente &lt;br&gt;situate, agisce nello stesso senso. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Ed ancora. L'imperialismo è l'immensa accumulazione in pochi paesi di
capitale liquido, &lt;br&gt;che, come vedemmo, raggiunge da 100 a 150 miliardi di
franchi di titoli. Da ciò segue, &lt;br&gt;inevitabilmente, l'aumentare della
classe o meglio del ceto dei &lt;i&gt;rentiers&lt;/i&gt;,
cioè di persone &lt;br&gt;che vivono del &amp;quot;taglio di cedole&amp;quot;, non partecipano ad
alcuna impresa ed hanno per &lt;br&gt;professione l'ozio. L'esportazione di
capitale, uno degli essenziali fondamenti economici &lt;br&gt;dell'imperialismo,
intensifica questo completo distacco del ceto dei rentiers dalla
&lt;br&gt;produzione e dà un'impronta di parassitismo a tutto il paese, che vive
dello &lt;br&gt;sfruttamento del lavoro di pochi paesi e colonie d'oltre oceano
&lt;br&gt;&lt;br&gt; Occorre rilevare come in Inghilterra la tendenza
dell'imperialismo a scindere la classe &lt;br&gt;lavoratrice, a rafforzare in
essa l'opportunismo, e quindi a determinare per qualche &lt;br&gt;tempo il
ristagno del movimento operaio, si sia manifestata assai prima della
fine&lt;br&gt; del XIX e degli inizi del XX secolo. Ivi, infatti, le due
importanti caratteristiche dell'imperialismo, &lt;br&gt;cioè un grande possesso
coloniale e una posizione di monopolio nel mercato mondiale, &lt;br&gt;apparvero
fin dalla metà del secolo XIX. Marx ed Engels seguirono per decenni,
&lt;br&gt;sistematicamente, la connessione dell'opportunismo in seno al movimento
operaio &lt;br&gt;con le peculiarità imperialiste del capitalismo inglese. Per
esempio Engels scriveva a &lt;br&gt;Marx il 7 ottobre 1858: &lt;br&gt;&lt;br&gt;
&amp;quot;... l'effettivo, progressivo imborghesimento del proletariato inglese,
di modo che questa&lt;br&gt; nazione, che è la più borghese di tutte, sembra
voglia portare le cose al punto da avere &lt;br&gt;un'aristocrazia borghese e un
proletariato &lt;i&gt;accanto&lt;/i&gt; alla borghesia. In una nazione che &lt;br&gt;sfrutta il mondo intero, ciò è in certo qual modo spiegabile&amp;quot;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Circa un quarto di secolo più tardi, in una lettera dell'11 agosto 1881
egli parla delle&lt;br&gt;&amp;quot;peggiori Trade-unions inglesi che si lasciano guidare
da uomini che sono venduti&lt;br&gt; alla borghesia o per lo meno pagati da
essa&amp;quot;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;
In una lettera a Kautsky del 12 settembre 1882, Engels scriveva: &lt;br&gt;&lt;br&gt;
&amp;quot;Ella mi domanda che cosa pensino gli operai della politica coloniale.
Ebbene: &lt;br&gt;precisamente lo stesso che della politica in generale. In
realtà non esiste qui &lt;br&gt;alcun partito operaio, ma solo radicali,
conservatori e radicali-liberali, e gli operai&lt;br&gt;si godono
tranquillamente insieme con essi il monopolio commerciale e coloniale
&lt;br&gt;dell'Inghilterra sul mondo&amp;quot; &lt;br&gt;&lt;br&gt;
Lo stesso dice Engels anche nella prefazione alla seconda edizione
(1892) della “Situazione &lt;br&gt;della classe operaia in Inghilterra” . La
situazione odierna è contraddistinta dall'esistenza di &lt;br&gt;condizioni
economiche e politiche tali da accentuare necessariamente
l'inconciliabilità &lt;br&gt;dell'opportunismo con gli interessi generali ed
essenziali del movimento operaio. &lt;br&gt;L'imperialismo, che era virtualmente
nel capitalismo, s'è sviluppato in sistema &lt;br&gt;dominante, i monopoli
capitalistici hanno preso il primo posto nell'economia e &lt;br&gt;nella
politica; la spartizione del mondo è ultimata, e d'altro lato in luogo
dell'indiviso &lt;br&gt;monopolio dell'Inghilterra osserviamo la lotta di un
piccolo numero di potenze &lt;br&gt;imperialistiche per la partecipazione al
monopolio, lotta che caratterizza tutto l'inizio &lt;br&gt;del XX secolo. In
nessun paese l'opportunismo può più restare completamente &lt;br&gt;vittorioso
nel movimento operaio per una lunga serie di decenni, come fu il caso
per &lt;br&gt;l'Inghilterra nella seconda metà del secolo XIX; ma invece in una
serie di paesi &lt;br&gt;l'opportunismo è diventato maturo, stramaturo e
fradicio, perché esso, sotto &lt;br&gt;l'aspetto di socialsciovinismo, si è fuso
interamente con la politica borghese. &lt;br&gt;[Dal &lt;a href="http://www.marxists.org/italiano/lenin/1916/imperialismo/capitolo8.htm"&gt;Capitolo VIII&lt;/a&gt;]
&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;i&gt;Titolo originale: &amp;quot;Did Vladimir Lenin Predict The Banking Disaster Of 2008? 
&amp;quot;&lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Fonte: http://www.informationclearinghouse.info/&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.informationclearinghouse.info/article20946.htm"&gt;Link&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;
 



 








&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+Il+problemino+del+capitalismo&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!988.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!988.entry</guid><pubDate>Wed, 08 Oct 2008 19:15:05 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!988/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!988.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-10-08T19:15:05Z</dcterms:modified></item><item><title>La sai quella dell'italiano, dell'americano e del giapponese??</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!987.entry</link><description> 

			


	

				&lt;font size=3&gt;Chi ha vinto il premio Nobel per la Fisica? Due giapponesi e un
“americano” si rimpallano i&lt;br&gt; TG e i GR. E chi è l’americano? Avanti,
dalla foto si capisce benissimo. E Yoichiro Nambu,&lt;br&gt; tipico nome e faccia
da WASP! Dove vuole arrivare quel rompipalle di Carotenuto? Ma a &lt;br&gt;che
non più tardi di un anno fa, quando Mario Capecchi, che è molto meno
italiano di quanto &lt;br&gt;Yoichiro Nambu è giapponese, vinse il premio Nobel
per la medicina, gli stessi TG e GR si &lt;br&gt;rimpallavano la notizia che un
“italiano” avesse vinto il Nobel. Delle due l’una:&lt;br&gt;o pure Capecchi è “americano”, oppure anche Nambu è giapponese.&lt;br&gt;( http://www.gennarocarotenuto.it/immagini/Cunitalianounamericanoeungiapponese_B9BA/este_667532_15020.jpg )&lt;br&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size=3&gt;E’ evidente che nelle redazioni una considerazione così elementare
può solo causare fastidio. &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=3&gt;Se Capecchi è “americano” non c’è notizia e
se Nambu è giapponese ancora meno. E poi &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=3&gt;studiano cose complicatissime
che non li vorrebbero mai all’Isola dei famosi.&lt;/font&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size=3&gt;Giusto per ricordarlo: l’ “italiano” Capecchi nacque come cittadino
di serie B nell’Italia delle &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=3&gt;leggi razziali. Morto il padre, deportata
a Dachau la madre, visse in strada fino agli otto anni &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=3&gt;quando
attraverso una serie di situazioni straordinarie riuscì prima a
ricongiungersi con la&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=3&gt; madre e da lì ad andare negli Stati Uniti dove
divenne uno straordinario genetista, disciplina &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=3&gt;che nell’Italia attuale
non sarebbe libero di coltivare.&lt;/font&gt;
&lt;p&gt;&lt;font size=3&gt;Giusto per continuare a rompere le scatole. Non ho mai ben capito
perché gli italiani fanno &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=3&gt;propri gli emigrati solo quando gli conviene.
Perché Capecchi sì e Al Capone no? Chissà &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=3&gt;come si comportano i
giapponesi…&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=3&gt;by www.gennarocarotenuto.it&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+La+sai+quella+dell'italiano%2c+dell'americano+e+del+giapponese%3f%3f&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!987.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!987.entry</guid><pubDate>Tue, 07 Oct 2008 18:43:17 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!987/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!987.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-10-07T18:43:17Z</dcterms:modified></item><item><title>PER L’AUTOGESTIONE DELLE PROPRIE VITE - PER LA RIVOLUZIONE SOCIALE</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!986.entry</link><description> &lt;pre&gt;&lt;font size=3&gt;Questo è il testo del volantino distribuito dallo spezzone anarchico libertario presente al corteo del 30 settembre per il 31° anniversario dell’uccisione di Walter Rossi&lt;br&gt; &lt;br&gt;CONTRO OGNI OMOLOGAZIONE - CONTRO OGNI AUTORITARISMO&lt;br&gt; &lt;br&gt;Partecipare al corteo del 31° anniversario dall’uccisione di Walter&lt;br&gt;Rossi per noi non è solo la commemorazione di un compagno ucciso &lt;br&gt;per mano fascista, ma è un momento per analizzare la situazione &lt;br&gt;attuale cercando di trovare delle risposte efficaci. Se rivolgiamo &lt;br&gt;lo sguardo verso il passato vogliamo ricordare che in questi luoghi &lt;br&gt;ci sono stati momenti importanti per la vita del movimento rivoluzionario &lt;br&gt;romano fin dalla sua nascita. Non dimentichiamo che i primi gruppi &lt;br&gt;anarchici romani facenti riferimento alla Prima Internazionale si &lt;br&gt;formarono qui vicino, tra i fornaciari di Valle Aurelia, come non &lt;br&gt;è da dimenticare che nelle strade del quartiere Trionfale agì uno &lt;br&gt;dei nuclei principali degli Arditi del Popolo, la prima organizzazione &lt;br&gt;di reazione alle violenze squadristiche dei Fasci di Combattimento, &lt;br&gt;supportata dagli anarchici e dalla base dei partiti comunista e socialista. &lt;br&gt;Un quartiere che anche durante la marcia su Roma del 28 ottobre 1922 ha &lt;br&gt;impedito ai fascisti di entrare e che, nel palazzo che sovrasta &lt;br&gt;Piazzale degli Eroi, ha ospitato negli ultimi anni di vita l’anarchico &lt;br&gt;Errico Malatesta, “apostolo della libertà” morto nel 1932, come recita &lt;br&gt;la lapide in loco.&lt;br&gt;Partendo da questa breve e certo non esaustiva panoramica delle lotte che &lt;br&gt;hanno animato le strade del Trionfale, la situazione oggi appare completamente &lt;br&gt;diversa; nonostante ciò non rinunciamo alla nostra prospettiva rivoluzionaria. &lt;br&gt;Aspiriamo a creare rapporti sociali basati sul mutuo appoggio, tendenti ad &lt;br&gt;una società egualitaria ed orizzontale, dove stato, esercito, famiglia, &lt;br&gt;religione, galere, scuola, lavoro, denaro e tutte le istituzioni coercitive &lt;br&gt;siano distrutte, ovvero in una direzione completamente opposta a quella &lt;br&gt;verso cui ci si sta muovendo. Viviamo in una società sempre più atomizzata, &lt;br&gt;in cui si sono rotti quei legami che anni di lotte (ma anche le normali &lt;br&gt;modalità di vita popolare di quartiere) avevano creato, una società basata &lt;br&gt;sullo spettacolo e sul controllo, in cui da tempo si è insediata la dittatura &lt;br&gt;tecnologica, ogni senso di solidarietà è in via di estinzione, la competizione &lt;br&gt;e la guerra tra poveri sono la regola, il diverso è messo al bando e la &lt;br&gt;deriva autoritaria appare sempre più generalizzata.&lt;br&gt;Il tutto nella cornice della tanto sbandierata democrazia, alla quale ormai &lt;br&gt;si appella anche ampia parte dell’ex arcipelago rivoluzionario. L’odierno &lt;br&gt;sistema democratico, con le sue innumerevoli gabbie, si regge sulla paura &lt;br&gt;individuale e collettiva e sul ricatto lavorativo, dispone ad accettare ogni &lt;br&gt;vessazione pur di difendere il “privilegio” di possedere quelle rate, mutui &lt;br&gt;e prestiti con cui la società capitalista tiene a galla i suoi ritmi di consumo. &lt;br&gt;Nel terrore di perdere le briciole di una vita di fatica, è facile convincersi &lt;br&gt;che i veri nemici siano i barbari che di volta in volta si presentano ai &lt;br&gt;confini del “fortino Europa”.&lt;br&gt;E per difendere un fortino, cosa è meglio di un esercito? Ormai non fa più &lt;br&gt;scandalo vederlo in azione, e qualsiasi opposizione politica e sociale appare &lt;br&gt;assopita. Ci hanno ormai abituato all’esercito professionista che nel nome &lt;br&gt;della pace e della patria viene impiegato in interventi “umanitari”, in &lt;br&gt;realtà coperture per le operazioni armate di controllo geopolitico delle &lt;br&gt;materie prime e delle vie di rifornimento, vedi Iraq ed Afghanistan. &lt;br&gt;Il consenso generale, pianificato negli anni e mesi precedenti e costruito &lt;br&gt;con l’apporto fondamentale dei giornalisti, è sfruttato oggi per propagandare &lt;br&gt;la necessità dei militari armati anche nelle nostre città, volendo convincerci &lt;br&gt;che le migliaia di nuovi sicari armati in strada aumentino la nostra “sicurezza”.&lt;br&gt;Tutta questa propaganda della paura ha creato le condizioni per far &lt;br&gt;sedimentare e crescere nelle periferie metropolitane di gruppi razzisti &lt;br&gt;e fascisti che si ergono paladini della storia cristiana europea, gruppi &lt;br&gt;non necessariamente politici in senso formale, ma più simili a bande di &lt;br&gt;quartiere. A questa situazione vanno date risposte individuali e &lt;br&gt;collettive col fine di smascherare la grandi menzogne della destra &lt;br&gt;cosiddetta sociale, consapevoli di quanto ogni connessione con il &lt;br&gt;potere e il piagnisteo democratico diano più argomenti a chi sfodera &lt;br&gt;una retorica identitaria vuota e semplicistica, vendendo per ribellismo &lt;br&gt;ciò che è in realtà la difesa servile dello stato di cose attuali. &lt;br&gt;Tornare a rispondere colpo su colpo a qualsiasi attacco, sia in maniera &lt;br&gt;militante che sotto l’aspetto “culturale”, senza richiami alla tutela &lt;br&gt;del diritto ma con l’azione diretta dagli indelebili contenuti rivoluzionari &lt;br&gt;e antistatali, è il minimo per respingere l’avanzata del pensiero totalitario.&lt;br&gt;  &lt;br&gt;CONTRO OGNI FASCISMO&lt;br&gt; &lt;br&gt;PER L’AUTOGESTIONE DELLE PROPRIE VITE - PER LA RIVOLUZIONE SOCIALE&lt;br&gt;		&lt;br&gt;ANARCHICI&lt;/font&gt;&lt;/pre&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+PER+L%e2%80%99AUTOGESTIONE+DELLE+PROPRIE+VITE+-+PER+LA+RIVOLUZIONE+SOCIALE&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!986.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!986.entry</guid><pubDate>Mon, 06 Oct 2008 20:26:12 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!986/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!986.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-10-06T20:26:12Z</dcterms:modified></item><item><title>Parma: presidio sabato 4 ottobre</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!985.entry</link><description> &lt;pre&gt;&lt;font size=3&gt;Le associazioni e le organizzazioni antirazziste di Parma, riunitesi ieri&lt;br&gt;sera c/o la Casa Cantoniera in un'Assemblea contro il Razzismo e la &amp;quot;carta&lt;br&gt;di Parma&amp;quot;,&lt;br&gt;invitano tutti gli abitani di Parma al presidio convocato per domani,&lt;br&gt;sabato 4 ottobre, alle ore 15.30 in Piazza Garibaldi, in solidarietà a&lt;br&gt;Emmanuel, contro il razzismo e contro la cosìddetta &amp;quot;carta dei sindaci per&lt;br&gt;la sicurezza&amp;quot; siglata proprio a Parma.&lt;br&gt; &lt;br&gt;La faccia che questa città ha voluto darsi è quella di città sicura, un&lt;br&gt;modello nazionale&lt;br&gt;adorno di decreti, nuovi poteri alla polizia, ordinanze, telecamere e&lt;br&gt;persino elicotteri e unità &lt;br&gt;cinofile. Questa faccia si specchia però nella cruda, grottesca realtà di&lt;br&gt;questa vicenda. &lt;br&gt;Non un semplice abuso di poteri. Non semplici mele marce. Ma un sistema&lt;br&gt;Parma che&lt;br&gt;ha coltivato con cura la paura dell'altro, che inscena fantomatiche cacce&lt;br&gt;alle streghe, fino a legittimare atti di violenza inaudita a danno di&lt;br&gt;coloro che di sicurezza, &lt;br&gt;quella vera e sostanziale, ne sono già privati dalla precarietà, dalla&lt;br&gt;crisi economica e da &lt;br&gt;leggi discriminanti.&lt;br&gt;Da anni il Comune lavora &amp;quot;per un'estensione dei poteri&amp;quot; alla Polizia&lt;br&gt;Municipale, promuovendo una loro presenza sempre pià costante e operativa&lt;br&gt;in città, e da anni alcuni Vigili Urbani sono protagonisti in negativo di&lt;br&gt;sgomberi, pestaggi e intimidazioni.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Per questi motivi sabato pomeriggio chiederemo le dimissioni del Sindaco&lt;br&gt;Vignali, dell'Assessore alla sicurezza Monteverdi e del Comandante dei&lt;br&gt;Vigili Urbani Monguidi, oltre ovviamente a quelle degli agenti coinvolti&lt;br&gt;nella vicenda.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Assemblea contro il razzismo e la carta di Parma.&lt;br&gt; &lt;br&gt;_______&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.parmantifascista.org/" target="_blank"&gt;http://www.parmantifascista.org&lt;/a&gt;&lt;br&gt;parmantifascista@autistici&lt;/font&gt;&lt;/pre&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+Parma%3a+presidio+sabato+4+ottobre&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!985.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!985.entry</guid><pubDate>Fri, 03 Oct 2008 19:27:53 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!985/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!985.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-10-03T19:27:53Z</dcterms:modified></item><item><title>Verona: Flavio Tosi, la svastica sì, la bandiera della pace dei missionari no!</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!984.entry</link><description> La notizia arriva da &lt;a href="http://www.unimondo.org/" target="_blank"&gt;Unimondo&lt;/a&gt;,
ed è un segnale grave del salto di qualità nella distruzione &lt;br&gt;delle
libertà civili in un paese governato dal Partito delle Libertà. A
Verona il sindaco Flavio &lt;br&gt;Tosi (quello che aveva imposto un neonazista
all’Istituto storico della Resistenza) ha proibito &lt;br&gt;ai missionari
comboniani di esporre la bandiera della pace.
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Nel leggere notizie così stupidamente gravi si viene assaliti da
una vertigine. Nell’illusione &lt;br&gt;&lt;/em&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;della democrazia rappresentativa staremmo
accettando supinamente lo svuotamento e &lt;br&gt;&lt;/em&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;la distruzione della stessa?
C’è più analfabetismo democratico nel sindaco di Verona Flavio &lt;br&gt;&lt;/em&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tosi e
di chi l’ha votato nel conculcare il diritto civile di esporre un
simbolo di pace, o c’è&lt;/em&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt; più una cosciente politica dello strappo, del
fatto compiuto nella costruzione di un regime illiberale? (gc)&lt;/em&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Verona: no del Comune alla bandiera della pace dei missionari&lt;/strong&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;“Dispotica e ridicola”: così la ‘&lt;a href="http://www.carovanadellapace.it/"&gt;Carovana missionaria della pace&lt;/a&gt;‘
definisce l’amministrazione&lt;p&gt;comunale di Verona che dopo mesi di
tergiversamenti nei giorni scorsi ha concesso alcuni &lt;br&gt;&lt;p&gt;spazi cittadini
alla manifestazione promossa dalle realtà missionarie nazionali, ma con
il &lt;br&gt;&lt;p&gt;vincolo di omettere l’esposizione della bandiera della pace, perché
- secondo&lt;p&gt; l’amministratore del sindaco Tosi - “in questi anni è stata
trasformata nel simbolo &lt;br&gt;&lt;p&gt;dell’estrema sinistra”. A denunciare la vicenda
è &lt;a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?id=11268&amp;amp;IDCategoria=127"&gt;il sito di ‘Nigrizia’&lt;/a&gt;, la rivista dei missionari &lt;br&gt;&lt;p&gt;comboniani tra i promototi della carovana.&lt;br&gt;“Colto
da una repentina smania di igiene totale e di pensiero unico,
l’esecutivo scaligero &lt;br&gt;&lt;p&gt;ha deciso di fare la guerra, oltre che ai poveri
e agli ultimi, anche alla bandiera della pace. &lt;br&gt;&lt;p&gt;Per questa giunta,
infatti, una manifestazione pacifista si può fare a Verona solo se non
si &lt;br&gt;&lt;p&gt;sventolano i colori dell’arcobaleno” - scrive Gianni Ballarini della
redazione di ‘Nigrizia’.&lt;br&gt;Nella dettagliata ricostruzione della
vicenda, Ballarini spiega che dopo tre mesi di &lt;br&gt;&lt;p&gt;tergiversamenti, il 17
settembre scorso la giunta comunale scaligera ha risposto alla &lt;br&gt;&lt;p&gt;richiesta dei missionari di utilizzare una piazze e una sala pubblica
della città per la &lt;br&gt;&lt;p&gt;manifestazione - programmata a Verona per 28
settembre negando il permesso di &lt;br&gt;&lt;p&gt;poter usufruire dei due spazi
pubblici. La decisione rimessa in discussione due giorni &lt;br&gt;&lt;p&gt;dopo, quando
l’assessore all’Edilizia e al Turismo Vittorio Di Dio ha comunicato per &lt;br&gt;&lt;p&gt;lettea protocollata agli organizzatori il ripensamento della giunta, ma
“con il vincolo di &lt;br&gt;&lt;p&gt;omettere qualsivoglia riferimento partitico e di
esporre unicamente bandiere istituzionali”.&lt;p&gt; Tra queste appunto la
“bandiera della pace” perché - come lo stesso assessore Di Dio &lt;br&gt;&lt;p&gt;ha
comunicato telefonicamente al direttore del Centro missionario
diocesano (Cdm), &lt;br&gt;&lt;p&gt;don Giuseppe Pizzoli - sarebbe stata “trasformata in
questi anni nel simbolo &lt;br&gt;&lt;p&gt;dell’estrema sinistra”.&lt;br&gt;A nulla è valsa la
lettera di risposta di don Giuseppe Pizzoli all’assessore nella &lt;br&gt;&lt;p&gt;quale,
dopo aver evidenziatoche che la Carovana “è un’iniziativa di natura &lt;br&gt;&lt;p&gt;ecclesiale e quindi libera da qualsiasi partecipazione partitica”
precisa che la&lt;p&gt; bandiera arcobaleno “è stata usata già negli anni ‘80
dal movimento ‘Beati i &lt;br&gt;&lt;p&gt;costruttori di pace in quanto richiamo
all’arcobaleno biblico, ponte di pace fra Dio e &lt;br&gt;&lt;p&gt;l’umanità, ed è poi
venuta ad avere un significato particolarmente forte all’inizio di &lt;br&gt;&lt;p&gt;questa decade con la campagna ‘Pace da tutti i balconi’ richiamando
ancora una &lt;br&gt;&lt;p&gt;volta un ponte tra il Dio della Pace e tutti “gli uomini di
buona volontà” (ricordando &lt;br&gt;&lt;p&gt;il canto degli angeli a Betlemme)”. “Il
fatto che questo simbolo sia anche stato &lt;br&gt;&lt;p&gt;abusivamente assunto da una
parte politica con quella che potrebbe essere &lt;br&gt;&lt;p&gt;considerata una
appropriazione indebita, ci rammarica - specifica don Giuseppe &lt;br&gt;&lt;p&gt;Pizzoli
- ma non ci toglie il diritto di continuare a considerare e ad usare la
bandiera&lt;p&gt; ‘della pace’ come il simbolo e l’espressione propria del
nostro movimento ecclesiale &lt;br&gt;&lt;p&gt;in favore della pace, dono di Dio per gli
uomini e per tutti i popoli”. Dopo aver ribadito &lt;br&gt;&lt;p&gt;di trovare
inaccettabile il vincolo posto, il direttore del Cmd ha chiuso la
lettera &lt;br&gt;&lt;p&gt;annunciando a Di Dio di rinunciare alle richieste fatte:
“Preferiamo mantenere la &lt;br&gt;&lt;p&gt;nostra libertà e autonomia a svolgere le
nostre manifestazioni in ambienti ecclesiali”.&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.carovanadellapace.it/argomentop.asp?id=70"&gt;Iniziata nell’anno del Giubileo del 2000&lt;/a&gt; con una manifestazione a Verona per sottolineare&lt;p&gt; il ‘Giubileo degli oppressi’, la ‘&lt;a href="http://www.carovanadellapace.it/"&gt;Carovana missionaria della pace&lt;/a&gt;‘
è promossa dagli Istituti&lt;p&gt; Missionari nazionali e dai Centri Missionari
Diocesani, con il sostegno del Segretariato &lt;br&gt;&lt;p&gt;Unitario di Animazione
Missionaria.&lt;br&gt;Lo slogan quest’anno è “Liberare la Parola”, cioè -
soprattutto per i cristiani - “saper di &lt;br&gt;&lt;p&gt;nuovo ascoltare e diffondere lo
scandalo della Buona Notizia del Vangelo” - spiegano i &lt;br&gt;&lt;p&gt;promotori. “La
scelta dell’itineranza, poi, dà modo di andare incontro all’altro,
vincendo &lt;br&gt;&lt;p&gt;le abitudini, esponendosi all’autocritica, superando il
rischio dell’immobilismo e della&lt;p&gt; rassegnazione. L’itineranza ci induce
a misurare le distanze tra le diverse culture e &lt;br&gt;&lt;p&gt;condizioni sociali, e a
mettere meglio a fuoco parole come legalità, rifiuti, acqua,
territorio,&lt;p&gt; immigrazione, cittadinanza, memoria”.&lt;br&gt;La Carovana quest’anno inizia oggi e muove da &lt;a href="http://www.carovanadellapace.it/argomento.asp?id=1"&gt;tre diverse aree geografiche del Paese&lt;/a&gt;: &lt;br&gt;&lt;p&gt;Sud (Puglia, Campania, Calabria, Sicilia) - Centro (Toscana, Lazio) -
Nord (Friuli Venezia &lt;br&gt;&lt;p&gt;Giulia, Veneto, Lombardia) per ricongiungersi a
Roma il 4 e 5 ottobre, con l’evento &lt;br&gt;&lt;p&gt;conclusivo della Celebrazione
Eucaristica all’Abbazia delle Tre Fontane. Tre i temi principali &lt;br&gt;&lt;p&gt;che
saranno affrontati:&lt;a href="http://www.carovanadellapace.it/argomento.asp?id=64"&gt;l’acqua come diritto&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.carovanadellapace.it/argomento.asp?id=65"&gt;il controllo del commercio di armi&lt;/a&gt; &lt;br&gt;&lt;p&gt;e&lt;a href="http://www.carovanadellapace.it/argomento.asp?id=66"&gt;l’immigrato come persona&lt;/a&gt;.
Al riguardo la Carovana rilancia la lettera della ‘Commissione &lt;br&gt;&lt;p&gt;Giustizia, Pace e integrità del Creato della Conferenza degli Istituti
Missionari Italiani’ &lt;br&gt;&lt;p&gt;che esprime il “dissenso nei confronti di ogni
criminalizzazione dei migranti. Sostiene &lt;br&gt;&lt;p&gt;l’abbandono di ogni forma di
discriminazione e il ritorno alla solidarietà e alla accoglienza &lt;br&gt;&lt;p&gt;come
valori fondanti la nostra società”. [GB]
&lt;p&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.unimondo.org/article/view/159548/1/"&gt;http://www.unimondo.org/article/view/159548/1/&lt;/a&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+Verona%3a+Flavio+Tosi%2c+la+svastica+s%c3%ac%2c+la+bandiera+della+pace+dei+missionari+no!&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!984.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!984.entry</guid><pubDate>Thu, 02 Oct 2008 18:36:54 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!984/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!984.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-10-02T18:36:54Z</dcterms:modified></item><item><title>ROMA SPEZZONE ANARCHICO-LIBERTARIO AL CORTEO DEL 30/09‏</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!983.entry</link><description> &lt;pre&gt;&lt;br&gt;Da: torremaura@libero.it &amp;lt;torremaura@libero.it&amp;gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;Il 30 settembre 2008 parteciperemo al corteo per l’anniversario della morte &lt;br&gt;di Walter Rossi, militante di Lotta Continua ucciso nel 1977 dai missini &lt;br&gt;coperti dall'’apparato poliziesco dello Stato.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Lontani da ogni intento commemorativo, abbiamo scelto di formare uno spezzone &lt;br&gt;autogestito insieme alle situazioni e agli individui antiautoritari a noi &lt;br&gt;più affini, anche se all'’interno di una manifestazione cittadina costruita &lt;br&gt;con realtà politiche del “movimento” con cui pur continuiamo a riscontrare &lt;br&gt;differenze di analisi, metodi, tensioni.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Non andiamo nel quartiere Prati per dimostrare “l'’agibilità” di una zona &lt;br&gt;che non appartiene alla nostra quotidianità, né solo per reazione al vile &lt;br&gt;agguato del 29 agosto che ha ferito compagni e situazioni che sentiamo &lt;br&gt;molto vicini. In questo momento vogliamo portare in piazza i nostri contenuti &lt;br&gt;e la nostra avversione ad ogni autorità e a logiche e forme di opposizione &lt;br&gt;spesso appiattite sulle parole d’'ordine dettate dai bisogni spettacolari &lt;br&gt;dello stesso sistema che si pensa di combattere.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Le bande neofasciste continuano, fedeli e servili, a recitare il ruolo &lt;br&gt;che gli è stato assegnato dallo stato: creare allarme sociale e guerre &lt;br&gt;tra i deboli, mentre i media assolvono il compito di seminare terrore, &lt;br&gt;il capitalismo povertà e guerra, la magistratura la galera. &lt;br&gt;La strategia della sicurezza di oggi non è una “svolta” né una “deriva &lt;br&gt;autoritaria” del regime democratico repubblicano, che storicamente si &lt;br&gt;fonda sul controllo e la repressione dei sudditi rinominati cittadini, &lt;br&gt;ma una mossa per tentare di nascondere l’'incapacità di gestire &lt;br&gt;l’'ingestibile continuando a difendere i privilegi di pochi.&lt;br&gt;La nostra mossa preferita è rovesciare la loro scacchiera!&lt;br&gt;Padroni di nulla pedoni di nessuno.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Torre Maura Occupata settembre 2008&lt;/pre&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+ROMA+SPEZZONE+ANARCHICO-LIBERTARIO+AL+CORTEO+DEL+30%2f09%e2%80%8f&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!983.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!983.entry</guid><pubDate>Wed, 01 Oct 2008 18:02:52 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!983/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!983.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-10-01T18:02:52Z</dcterms:modified></item><item><title>Divide et impera?</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!982.entry</link><description> &lt;pre&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;br&gt;In merito ai fatti del 1 settembre scorso di fronte al III lotto della &lt;br&gt;discarica Ecolevante a Grottaglie, e alla ripresa delle attività contro &lt;br&gt;la stessa che ne è seguita.&lt;br&gt; &lt;br&gt;È EVIDENTE che esistono grandissime differenze di visione politica tra i &lt;br&gt;diversi soggetti che negli ultimi anni hanno agito con modalità e linguaggi &lt;br&gt;diversi per sensibilizzare le Comunità Locali attorno all'enorme problema &lt;br&gt;del degrado del territorio, e in particolare attorno alla mostruosa discarica &lt;br&gt;per rifiuti speciali di Grottaglie.&lt;br&gt;Abbiamo visto soggetti di orientamento più legalista e istituzionale &lt;br&gt;attivi su un poderoso e preziosissimo lavoro di documentazione, denuncia, &lt;br&gt;estenuanti iter burocratici che hanno fatto emergere tutto il nascosto delle &lt;br&gt;procedure di progettazione, autorizzazione, realizzazione e gestione di questo &lt;br&gt;ecomostro. E abbiamo visto soggetti più propensi ad una esposizione diretta &lt;br&gt;e ad una testimonianza fisica costante sul sito stesso, vivere giorno e notte &lt;br&gt;nel ventre della bestia. Altri soggetti sono comparsi con gran strepito &lt;br&gt;di fuochi d'artificio e poi più nulla si è sentito... Ricordiamoci che &lt;br&gt;l'inverno scorso eravamo tutti insieme in strada a Grottaglie.&lt;br&gt;Si sono dunque manifestate almeno due anime contro la pericolosissima &lt;br&gt;creatura voluta da Settani, Bagnardi &amp;amp; C. Una più democraticista, che &lt;br&gt;crede nel funzionamento di questo “sistema” e nella necessità di &lt;br&gt;ripararne i gravi difetti e rimuoverne le numerose “mele marce” - un &lt;br&gt;esempio ne è il Comitato “Vigiliamo per la discarica”. Un'altra che non &lt;br&gt;crede affatto a questo “sistema”, lo considera intrinsecamente altro &lt;br&gt;rispetto ai bisogni delle persone e cerca nuove forme di democrazia &lt;br&gt;diretta anche indipendentemente dalle procedure istituzionali – presente &lt;br&gt;nel “Presidio Permanente” pur non essendone l'unica componente &lt;br&gt;all'interno. NOI COME URUPIA siamo parte di questa seconda anima, e &lt;br&gt;al tempo stesso riconosciamo l'immenso valore del lavoro svolto da &lt;br&gt;chi ha iniziato questa lotta anni fa, arrivando a creare il caso &lt;br&gt;storico della Legge di Iniziativa Popolare. Sappiamo che entrambe &lt;br&gt;queste anime condividono l'idea della assoluta improponibilità della &lt;br&gt;attuale classe politica nel suo insieme, della disumana dittatura &lt;br&gt;della speculazione e del massimo profitto immediato, e del &lt;br&gt;disinteresse sostanziale di entrambi ai disagi innumerevoli che &lt;br&gt;continuano a produrre.&lt;br&gt;Questo potere è troppo grosso, e non bastano certo da sole azioni &lt;br&gt;dimostrative e di protesta, né le maratone procedurali e amministrative. &lt;br&gt;Serve tutto! E anche di più!!&lt;br&gt;A tutti questo potere, ricco di strumenti di pressione e di &lt;br&gt;repressione, di contorcimenti normativi, fa paura. Se questo è il &lt;br&gt;problema, la Paura, allora parliamone, serenamente, apertamente: &lt;br&gt;cerchiamo di capire come vincere il muro di gomma, l'inerzia causata &lt;br&gt;da questa paura nella maggior parte delle persone. Non nascondiamoci &lt;br&gt;dietro a schermaglie sulle reciproche forme di protesta, dissenso, &lt;br&gt;proposta. Spezziamo il gioco eterno del Divide et Impera che sembra &lt;br&gt;si sia di nuovo innescato.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Queste problematiche sono le stesse che da tempo in tutta Italia&lt;br&gt;si vivono le diverse realtà in lotta contro gli innumerevoli ecomostri &lt;br&gt;realizzati, in costruzione o in progetto. Crediamo necessario &lt;br&gt;stringere più fortemente i contatti nel Patto di Mutuo Soccorso. &lt;br&gt;Al Presidio Permanente abbiamo visto in atto una vera seppur ancora &lt;br&gt;piccola esperienza di partecipazione aperta e diretta di quanti di &lt;br&gt;volta in volta si avvicinavano, anche per la prima volta o da poco &lt;br&gt;tempo. E questo tipo di spirito lo accomuna a molte delle altre &lt;br&gt;esperienze citate, quantomeno a quelle che hanno maturato la &lt;br&gt;consapevolezza della necessità di nuove forme di democrazia diretta &lt;br&gt;e di gestione partecipata delle risorse.&lt;br&gt;Quello della legalità o dell'illegalità dietro alla realizzazione &lt;br&gt;del III lotto non è per noi il problema principale: è giusto &lt;br&gt;sottolinearlo per evidenziare l'intrinseca natura mafiosa della &lt;br&gt;collusione tra un concetto aberrante di “impresa” e la realtà &lt;br&gt;dittatoriale della politica della delega. Siamo convinti che solo &lt;br&gt;l'azione delle persone possa fermare tutto ciò. Azione che deve &lt;br&gt;comprendere sia il cercare di imporre alle istituzioni altre regole &lt;br&gt;(magari all'inizio più realisticamente proporre), sia l'esporsi in &lt;br&gt;prima persona per cercare di bloccare fisicamente l'attività della &lt;br&gt;discarica (magari all'inizio più modestamente ostacolare). &lt;br&gt;Dobbiamo essere tutti consapevoli che non è possibile agire, in &lt;br&gt;nessun senso, senza esporsi a qualche tipo di ritorsione. Dovremo &lt;br&gt;tutti coltivare la difficile arte dell'astuzia, del coraggio e &lt;br&gt;della razionalità collettive. Dovremo imparare a non distogliere &lt;br&gt;l'attenzione dai nostri veri nemici: Settani, Bagnardi &amp;amp; C. &lt;br&gt;La misura della loro determinazione ad andare avanti: circa 150 € a &lt;br&gt;metro cubo ciò che pagano le imprese alle discariche per seppellire &lt;br&gt;i rifiuti pericolosi, da moltiplicare per i 2'200'000 metri cubi &lt;br&gt;del terzo lotto, quelli dei primi due lotti, quelli di un futuro &lt;br&gt;quarto lotto, più tutti gli ampliamenti che ci saranno, più eventuali &lt;br&gt;“extra” derivanti dall'impossibilità di controllare tutto ciò che &lt;br&gt;di volta in volta viene sversato...&lt;br&gt;Il poliziotto o il carabiniere è uno spauracchio messo lì non &lt;br&gt;solo per reprimere, ma così facendo per cercare di catalizzare &lt;br&gt;verso di lui un astio collettivo, per divenire lui bersaglio non &lt;br&gt;solo di una lucida indignazione ma anche di una emotività collettiva, &lt;br&gt;facilmente manipolabile. L'agente di pubblica sicurezza in questa &lt;br&gt;battaglia, non lo consideriamo più avversario e non più pericoloso &lt;br&gt;del cittadino rassegnato o consenziente alla devastazione del &lt;br&gt;territorio, o del camionista che trasporta carichi velenosi per &lt;br&gt;un tozzo di pane... Nostra avversaria è la rassegnazione – vestita &lt;br&gt;o meno con una divisa – e la nostra rivoluzione culturale e morale &lt;br&gt;è precisamente la lotta, inevitabilmente lenta, forse infinita, &lt;br&gt;contro questa rassegnazione. E pure nell'immediato che già &lt;br&gt;compromette il futuro, c'è il danno tangibile provocato dai nemici &lt;br&gt;sopra citati, la guerra che hanno dichiarato alle persone, al &lt;br&gt;territorio e al futuro, la necessità di nostre proposte e risposte ora. &lt;br&gt;Una denuncia penale e il venire portati via non sono i rischi peggiori &lt;br&gt;per nessuno in questa partita...&lt;br&gt; &lt;br&gt;Non c'è una alternativa al pensiero unico dominante – quello della &lt;br&gt;massimizzazione del profitto immediato e della società del controllo &lt;br&gt;totale, il tutto a pesante pregiudizio del Futuro. Il mondo è bello &lt;br&gt;finché è vario. Le alternative possibili e sperimentabili sono tante, &lt;br&gt;perché tante sono le persone, le sensibilità, le predisposizioni, &lt;br&gt;le paure. Tantissimi possono e devono essere i percorsi e gli &lt;br&gt;strumenti – secondo le forze e le fragilità di ogni persona – che &lt;br&gt;concorrano a una lunga e lenta rivoluzione culturale e morale che &lt;br&gt;mini le basi stesse dell'attuale pensiero dominante. Sta a tutti noi &lt;br&gt;gestire questo dato di fatto come nostro potenziale punto di forza, &lt;br&gt;o lasciare che venga usato come potenziale debolezza interna di &lt;br&gt;tutta quella società che ancora non vuole rassegnarsi al pensiero unico. &lt;br&gt;A noi tutti la scelta tra costruire percorsi di collaborazione tra &lt;br&gt;le diverse inclinazioni e orientamenti volte alla salvaguardia del &lt;br&gt;territorio e delle generazioni future, e il rassegnarsi ancora &lt;br&gt;ad una presunta incomunicabilità tra le stesse.&lt;br&gt; &lt;br&gt;INFINE TRE PROPOSTE:&lt;br&gt;        –Un appuntamento ad Urupia domenica 19 ottobre prossimo – giorno &lt;br&gt;della nostra Festa di Fine Vendemmia – con tutte le realtà in lotta &lt;br&gt;contro il III lotto, per chiarire apertamente le reciproche differenze &lt;br&gt;ed elaborare strategie di lotta ora che il gioco si fa ancora più &lt;br&gt;pesante e pericoloso;&lt;br&gt;	–Una Campagna di boicottaggio da promuovere presso le &lt;br&gt;Cittadinanze, di tutto quanto sponsorizzato o comunque finanziato &lt;br&gt;da Ecolevante sul territorio (ad esempio invitare a non andare &lt;br&gt;alle partite di calcio del Grottaglie);&lt;br&gt;	–Una Campagna di non-partecipazione da promuovere presso &lt;br&gt;artisti di strada o operatori culturali in genere, alle &lt;br&gt;iniziative organizzate e finanziate dal Comune di Grottaglie &lt;br&gt;(specie sotto le feste principali).&lt;br&gt; &lt;br&gt;La Comune Urupia&lt;br&gt;c.da Cistonaro/c.da Petrosa&lt;br&gt;Francavilla F.na (BR)&lt;br&gt; &lt;br&gt;Settembre 2008&lt;/font&gt;&lt;/pre&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+Divide+et+impera%3f&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!982.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!982.entry</guid><pubDate>Mon, 29 Sep 2008 18:26:36 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!982/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!982.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-09-29T18:26:36Z</dcterms:modified></item><item><title>Della Legge Gozzini, dei suoi critici, dei suoi difensori‏</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!981.entry</link><description> &lt;pre&gt;&lt;font size=3&gt;La bandiera della sicurezza, che tutti i partiti dentro e fuori il &lt;br&gt;parlamento sventolano, rammenta, a coloro che trovano ancora piacere &lt;br&gt;nel riflettere e non si sono rassegnati alla contemplazione pensosa del &lt;br&gt;nulla che inghiotte infaticabilmente ogni umana vicenda, il noto &lt;br&gt;paradosso della protezione su cui prosperano dai tempi più lontani le &lt;br&gt;mafie grandi e piccole. &lt;br&gt;Immaginiamoci un dialogo tra due individui: &lt;br&gt;&amp;quot;Buongiorno, sono venuto a proporle la mia protezione. Lei, in cambio di &lt;br&gt;questo mio servizio, mi corrisponderà...”&lt;br&gt;&amp;quot;Mi scusi se la interrompo, ma io non ho mai avuto bisogno di &lt;br&gt;protezione, e poi da chi dovreste proteggermi? E come fareste a &lt;br&gt;difendermi?&amp;quot;.&lt;br&gt;&amp;quot;Non ha capito. È da me che lei si deve proteggere. Ed è per questo che &lt;br&gt;la mia protezione è affidabile: perché sono insieme la minaccia e la &lt;br&gt;difesa.”&lt;br&gt;In realtà, non è neppure vero che la mafia protegge, perché, una volta &lt;br&gt;che si disveli, pagando, di essere indifesi e incapaci di farsi valere, &lt;br&gt;a che pro consegnare la merce promessa? In ogni caso non ci si trova  &lt;br&gt;più nella condizione di reagire.&lt;br&gt;Allo stesso identico modo si conducono i governi che, in quanto garanti &lt;br&gt;del presente stato di cose, stanno all'origine della radicale &lt;br&gt;insicurezza in cui languono i singoli e le loro deprimenti &lt;br&gt;aggregazioni, mentre si presentano come unico possibile usbergo contro &lt;br&gt;questa stessa insicurezza. Il poliziotto - che del governo è la &lt;br&gt;proiezione quotidiana sul territorio - mentre ti minaccia realmente, ti &lt;br&gt;rassicura idealmente: a condizione beninteso, che tu sia completamente &lt;br&gt;alienato, separato dalla tua attività e separato e contrapposto &lt;br&gt;rispetto a chi ti sta a fianco e condivide la tua sciagurata &lt;br&gt;condizione. Ma è davvero difficile sfuggire a una tale alienazione, dal &lt;br&gt;momento che ciascuno è costretto a concentrarsi forsennatamente sugli &lt;br&gt;affari propri, minacciati dall'inflazione, dalla precarietà, dagli &lt;br&gt;adempimenti, dalle tasse, dalla disoccupazione; nello stesso tempo è &lt;br&gt;scoraggiato in qualunque forma di presenza politica, o anche solo di &lt;br&gt;riflessione sulla propria condizione; è posto in concorrenza con tutti &lt;br&gt;coloro che incontra, siano essi colleghi, datori di lavoro, dipendenti, &lt;br&gt;vicini, parenti, sconosciuti, stranieri; è obbligato a misurare e ad &lt;br&gt;essere misurato utilizzando un equivalente onnipotente, il danaro, di &lt;br&gt;cui dispone in misura infinitesima, stretto fra debiti certi e &lt;br&gt;inesorabili e crediti modesti, incerti e malsicuri; si ritrova &lt;br&gt;sprovvisto di qualunque identità collettiva, e minacciato nelle basi &lt;br&gt;della propria stessa identità personale, dal momento che il passato &lt;br&gt;viene sempre più spesso rimaneggiato e reso nebuloso, e il futuro si &lt;br&gt;prospetta come un accumulo di sole minacce. &lt;br&gt;Il risultato è quello di una crescente affezione dell'infelice cittadino &lt;br&gt;per il proprio aguzzino, che in sostanza rimane l'ultimo e l'unico ad &lt;br&gt;interessarsi di lui. In quali condizioni può versare qualcuno cui il &lt;br&gt;postino recapita solo multe, e che per strada viene fermato unicamente &lt;br&gt;dai vigili, e la cui identità interessa solamente i carabinieri dei &lt;br&gt;posti di blocco?&lt;br&gt;La più banale osservazione psicologica ci indica come i bambini &lt;br&gt;maltrattati si affidino fra i due genitori preferibilmente a quello che &lt;br&gt;li maltratta piuttosto che a quello che permette che siano maltrattati. &lt;br&gt;Nessuno dei due vuole loro bene, ma uno dà segno di riconoscerli, &lt;br&gt;l'altro neppure quello. La condizione del proletario che è sempre stato &lt;br&gt;maltrattato, va divenendo sempre più quella di un minorenne: sradicato &lt;br&gt;dalla comunità nella quale egli poteva trovare calore e al tempo stesso &lt;br&gt;conquistare visibilità e prestigio, costretto a confrontarsi con un &lt;br&gt;mondo di cui gli sfuggono sia i fondamenti sia soprattutto gli &lt;br&gt;strumenti (per una competizione su base mondiale, risultano tutti, &lt;br&gt;anche i non poverissimi, comunque del tutto inadeguati: il prezzo del &lt;br&gt;vivere è praticamente troppo caro per tutti, un'esperienza, questa, che &lt;br&gt;nel passato si associava quasi soltanto ai periodi delle grandi guerre, &lt;br&gt;periodi nei quali si era disposti a qualunque sacrificio, meglio se &lt;br&gt;altrui, per pervenire alla pace). &lt;br&gt;Di conseguenza, occorre riconoscere che l'insicurezza è una condizione &lt;br&gt;effettivamente diffusa e fondata, specie fra quei ceti condannati al &lt;br&gt;quantitativo che fanno la fortuna degli empori e dei partiti di massa.&lt;br&gt;D'altronde, già sessant'anni fa Umberto Saba in &amp;quot;Scorciatoie e &lt;br&gt;Raccontini&amp;quot; osservava che i vecchi avvertono più intensamente la paura &lt;br&gt;dei ladri, perché ciò che temono davvero è la visita della morte, che &lt;br&gt;ruberà loro la vita. In&lt;br&gt;una società incanutita e rimbambita come la presente, in cui la vita è &lt;br&gt;stata già rubata alla fonte, senza mai essere stata davvero concessa &lt;br&gt;alla maggioranza dei nostri contemporanei, è quasi inevitabile che ci &lt;br&gt;si aggrappi ai propri possessi, che sono la sola verosimile allusione &lt;br&gt;all'esistenza in vita del possessore. &lt;br&gt;Chi deruba, calpesta il proprietario, calpestando la sola parte di esso &lt;br&gt;destinata a sopravvivergli, lo deruba dell'anima, sfida l'unica fede &lt;br&gt;superstite, quella nell'economia del sacrificio. &lt;br&gt;Il punto è che tutti gli interventi in nome della sicurezza, quegli &lt;br&gt;stessi interventi che gli spossessati reclamano senza posa, aumentano e &lt;br&gt;non riducono l'insicurezza degli spossessati medesimi. Ma &lt;br&gt;parallelamente aumentano la devozione canina e abietta per i potenti, &lt;br&gt;per i vincitori, per i decisionisti, e l'odio per chi diffonde il &lt;br&gt;dubbio, per chi svela i miserabili arcani, per chi dileggia gli idoli, &lt;br&gt;per chi pone senza infingimenti gli individui di fronte alla loro &lt;br&gt;condizione disprezzabile, per chi rammenta che l'unica possibile &lt;br&gt;salvezza ciascuno la può determinare solo partendo dalle proprie forze. &lt;br&gt;Per conseguenza la recente proposta di mutilare la Legge Gozzini, non è &lt;br&gt;una contraddizione ma una parte coerente del disegno di alienazione &lt;br&gt;perfetta ad opera del totalitarismo democratico rappresentato oggi in &lt;br&gt;Italia dalla coalizione condotta dall'ignobile Berlusconi (in maniera &lt;br&gt;non dissimile ma molto più conseguente degli ipocriti che lo hanno &lt;br&gt;preceduto, i quali meglio si accomodano nel ruolo di prefiche lagnose &lt;br&gt;ed impotenti).&lt;br&gt;L'aggravamento delle condizioni di detenzione contemplato dai critici &lt;br&gt;della Legge Gozzini corrisponde infatti a diversi obiettivi, fra loro &lt;br&gt;convergenti: innanzi tutto, brutalmente rendere più aggressiva la voce &lt;br&gt;dello stato, in sostanza bastonare qualcuno semplicemente per far &lt;br&gt;roteare il bastone sotto gli occhi di tutti; in secondo luogo, &lt;br&gt;sottolineare il concetto, fondamentale in tutti i periodi di stretta &lt;br&gt;autoritaria, dell'esistenza di uno specifico strato sociale votato al &lt;br&gt;delitto, verso cui nessuna vessazione sarà mai eccessiva, diverso e &lt;br&gt;separato, rispetto alla popolazione comune, e soprattutto rispetto allo &lt;br&gt;strato dei governanti, che - trovandosi agli antipodi sociali di &lt;br&gt;quello - va per definizione riconosciuto come composto da membri &lt;br&gt;stimatissimi della comunità, nei confronti dei quali qualsiasi indagine &lt;br&gt;non può che essere frutto di maligni preconcetti; in terzo luogo, &lt;br&gt;indicare l'abisso sul cui ciglio si situano tutti coloro che si trovano &lt;br&gt;in mezzo, ciglio cui si avvicinano ogni qual volta allentano &lt;br&gt;l'abbraccio con i governanti (e qui si spiegano tutte le trasgressioni &lt;br&gt;inventate dal codice a proposito di condotte di uso corrente, quali il &lt;br&gt;consumo di droghe, l'inosservanza al codice della strada, &lt;br&gt;l'inosservanza del copyright, l'evasione fiscale). &lt;br&gt;Si tratta in pratica di un'estensione del concetto di &amp;quot;tolleranza zero&amp;quot; &lt;br&gt;e del concetto equivalente ad esso sotteso di &amp;quot;sudditanza infinita&amp;quot;. &lt;br&gt;Ancora una volta il carcere si conferma come paradigma estremo della &lt;br&gt;condizione del suddito sociale: la salvezza viene additata come &lt;br&gt;conseguibile unicamente tramite un'adesione quasi fisica alla fonte &lt;br&gt;della legge, ai vertici; la relazione con tali vertici &lt;br&gt;è &amp;quot;personalizzata&amp;quot;, gestita in solitudine totale e non è davvero un &lt;br&gt;caso che il sindacato degli industriali proponga di pervenire a quella &lt;br&gt;contrattazione individuale che è l'apoteosi della società senza classi, &lt;br&gt;in cui ciascuno è richiamato a giocare &amp;quot;sul mercato&amp;quot; alla pari, senza &lt;br&gt;riguardo al dettaglio che, da una parte, si paga con una frazione delle &lt;br&gt;vincite accumulate nelle precedenti partite, dall'altra con la totalità &lt;br&gt;del proprio tempo, quel tempo che è l'unico possesso di chi non &lt;br&gt;possiede nulla. D'altronde è proprio l'ormai compiuta colonizzazione &lt;br&gt;del tempo ad opera del sistema delle merci e delle leggi, che ha &lt;br&gt;diffuso come una lebbra l'ossessione di salvaguardare il proprio &lt;br&gt;spazio, quello spazio che del tempo è da sempre il cascame meschino, il &lt;br&gt;surrogato destinato alle personalità servili. &lt;br&gt;Precisamente come si è operato da tempo negli Stati uniti, alla fase del &lt;br&gt;trattamento personalizzato, delle commissioni di verifica periodica del &lt;br&gt;comportamento (commissioni dal cui cospetto era impossibile uscire &lt;br&gt;altrimenti che in ginocchio, come bene illustrava George Jackson), va &lt;br&gt;subentrando la riedizione aggiornata del &amp;quot;delinquente per indole e per &lt;br&gt;tendenza&amp;quot; tipico della prima metà del Novecento, o addirittura di &lt;br&gt;quelle &amp;quot;classi pericolose&amp;quot; che, con la propria semplice esistenza &lt;br&gt;testarda e nullafacente, avevano minacciato il nascente capitalismo, al &lt;br&gt;tempo delle grandi deportazioni dei mendicanti, dei bracconieri, delle &lt;br&gt;prostitute, dei vagabondi, degli oziosi. E un contraltare perfetto alla &lt;br&gt;cessazione dell'automaticità dei benefici della Gozzini, possiamo &lt;br&gt;ammirarlo nella scelta (peraltro mirabilmente bipartisan) &lt;br&gt;dell'introduzione dell'ergastolo automatico per chi uccide qualche &lt;br&gt;appartenente al livello più intenso della domesticazione, quello che ti &lt;br&gt;concede il diritto a circolare armato con indosso le insegne della &lt;br&gt;vergogna nazionale.&lt;br&gt;Detto questo, notiamo quanto sia inutile e finanche indisponente la &lt;br&gt;circolazione di taluni appelli che mirano alla difesa della Legge &lt;br&gt;Gozzini medesima, allorché si giunge alla lettura in calce del codazzo &lt;br&gt;di firme proprio di coloro che  per decenni si sono impegnati nella &lt;br&gt;desertificazione di ogni possibile spazio in cui appelli del genere &lt;br&gt;avrebbero potuto essere benevolmente accolti.&lt;br&gt;Non solo i nomi di molti degli appellanti inducono al dileggio e alla &lt;br&gt;pernacchia - anche perché pesantemente lardellati da specialisti &lt;br&gt;nell'arte immonda di accarezzare le piaghe, quali preti, assistenti &lt;br&gt;sociali, politici, ravveduti e così via; ma accuratamente si evita di &lt;br&gt;ricordare quale sia stata la funzione della Gozzini per la &lt;br&gt;pacificazione e la socializzazione dei detenuti e si riprende, senza &lt;br&gt;esitazioni, la questione della sicurezza agitata dal governo, &lt;br&gt;semplicemente proponendo un'alternativa più armoniosa, più &lt;br&gt;biodegradabile, più soft, per la realizzazione del medesimo fine, la &lt;br&gt;socializzazione totalitaria, l'edificazione di un sistema di reciproco &lt;br&gt;asservimento.&lt;br&gt;È lampante che ogni sistema, anche residuale come la Gozzini, che &lt;br&gt;conduca a una riduzione del tempo trascorso dietro le sbarre, o in &lt;br&gt;un'altra delle condizioni infelici previste dall'ordinamento &lt;br&gt;penitenziario, va guardato con sfavore assai minore rispetto a &lt;br&gt;provvedimenti che viceversa prolungano questa condizione di capillare &lt;br&gt;mancanza di libertà.&lt;br&gt;Ma occorre ricordare che mai sono stati gli appelli e le democratiche &lt;br&gt;istanze a condurre alle riforme penitenziarie, persino le più timide; &lt;br&gt;ma solo la speranza di disinnescare la minaccia esercitata da carcerati &lt;br&gt;coscienti e irriducibili; e possibilmente dall'esistenza di un &lt;br&gt;movimento esterno di solidarietà con le rivolte, le evasioni, le &lt;br&gt;ritorsioni contro la vile custodia. &lt;br&gt;In assenza di tutto questo, i carcerati, precisamente come quelli che &lt;br&gt;permangono in una condizione non ancora perfettamente ristretta &lt;br&gt;all'esterno delle carceri, possono sperare unicamente nella magnanimità &lt;br&gt;di chi scrive le leggi e di chi le applica. &lt;br&gt;E da un bel pezzo (certuni sospettano: da sempre) è impossibile trovare &lt;br&gt;anche un solo uomo magnanimo sullo scranno del legislatore, del &lt;br&gt;governante, del giudice.&lt;br&gt;Lo strumento dell'appello è solo un'ulteriore prova della natura nefasta &lt;br&gt;e ignobile dello stato, che riduce degli adulti, nati per essere &lt;br&gt;liberi, a chiedere rispettosamente come si faceva nella Sardegna del &lt;br&gt;Settecento di &amp;quot;procurare di moderare la tirannia&amp;quot;. &lt;br&gt;Allora lo si chiedeva ai lerci baroni sabaudi, oggi ai putridi &lt;br&gt;mascalzoni repubblicani. &lt;br&gt;In che cosa consisterebbe il progresso?&lt;br&gt; &lt;br&gt;I Filiarmonici&lt;br&gt;10 Settembre 2008&lt;br&gt; &lt;br&gt;-- &lt;br&gt;&lt;a href="http://www.filiarmonici.org/" target="_blank"&gt;http://www.filiarmonici.org&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/pre&gt; &lt;br&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+Della+Legge+Gozzini%2c+dei+suoi+critici%2c+dei+suoi+difensori%e2%80%8f&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!981.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!981.entry</guid><pubDate>Fri, 26 Sep 2008 18:01:17 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!981/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!981.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-09-26T18:01:17Z</dcterms:modified></item><item><title>OGGI COME IERI CONTRO OGNI FASCISMO</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!980.entry</link><description> &lt;pre&gt;&lt;font size=3&gt;Walter Rossi, un ricordo senza pace&lt;br&gt;30 Settembre 1977 - 30 Settembre 2008&lt;br&gt; &lt;br&gt;OGGI COME IERI CONTRO OGNI FASCISMO&lt;br&gt; &lt;br&gt;CONTRO SINDACI SCERIFFO E GIORNALISTI SCIACALLI&lt;br&gt;PER UNA CITTA' LIBERA&lt;br&gt;FUORI DA ROMA FASCISTI E MILITARI&lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt;La svolta autoritaria, necessario strumento di controllo e gestione della crisi &lt;br&gt;economica, e lo stato d'emergenza permanente si concretizzano in un razzismo &lt;br&gt;istituzionale ed in una militarizzazione dei territori che rimanda ai teatri &lt;br&gt;di guerra internazionali. E' una aperta ostilita' verso qualsiasi espressione &lt;br&gt;della societa' che rivendica e agisce per una trasformazione del presente al &lt;br&gt;di fuori del profitto che sfrutta e specula sulle nostre vite e sui nostri territori.&lt;br&gt;La linea di continuita' fra tutto questo e le lame delle aggressioni &lt;br&gt;squadriste che negli ultimi tempi hanno sostenuto gli ideali di una &lt;br&gt;pseudocultura neofascista, e' la volonta' di intimidire, omologare e reprimere &lt;br&gt;consentendo e legittimando chi a livello istituzionale determina tutto questo.&lt;br&gt; &lt;br&gt;31 anni fa veniva assassinato Walter Rossi, antifascista militante e attivista &lt;br&gt;delle lotte sociali di allora, veniva ucciso per mano dei neofascisti del MSI, &lt;br&gt;di Almirante, Fini e Alemanno, con la copertura della polizia di stato. &lt;br&gt;L'assassino, Cristiano Fioravanti, vive ancora oggi sotto protezione dello stato.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Questo a dimostrazione di quale fosse la connivenza tra estrema destra e &lt;br&gt;apparati dello stato, che utilizzarono la manovalanza fascista nelle strategie &lt;br&gt;eversive e terroristica che dalla fine degli anni '60 hanno caratterizzato &lt;br&gt;la storia di questo paese.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Come 31 anni fa, anche oggi rivediamo la stessa intenzione di insabbiare e &lt;br&gt;coprire i reali responsabili della violenza squadrista oggi presenti e &lt;br&gt;rappresentatati in parlamento. Tollerati da una mentalita' dell'equidistanza &lt;br&gt;e ora addirittura leggittimati da politiche che approvano le loro pratiche &lt;br&gt;squadriste contro immigrati,nomadi, omosessuali, attivisti antifascisti, &lt;br&gt;come strumento di controllo sociale e di prevenzione del dissenso.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Dopo un'estate di rastrellamenti verso gli immigrati e i senza fissa dimora, &lt;br&gt;le aggressioni come quella avvenuta a via Ostiense alla fine dell'iniziativa &lt;br&gt;in ricordo di Renato Biagetti, torniamo in piazza a ribadire la nostra &lt;br&gt;opposizione ai fascisti in camicia nera e in divisa, a rivendicare la liberta &lt;br&gt;di determinare le proprie esistenze.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Appuntamento martedi 30 settembre ore 17.30 P.le degli Eroi - M Cipro&lt;br&gt; &lt;br&gt;Gli/Le Antifascisti/e&lt;/font&gt;&lt;/pre&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+OGGI+COME+IERI+CONTRO+OGNI+FASCISMO&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!980.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!980.entry</guid><pubDate>Thu, 25 Sep 2008 19:50:16 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!980/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!980.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-09-25T19:50:16Z</dcterms:modified></item><item><title>*20 settembre: una giornata di lotta autorganizzata contro il razzismo*</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!979.entry</link><description> &lt;pre&gt;&lt;font size=3&gt;*La cronaca in breve&lt;br&gt;*&lt;br&gt;Sabato a Milano diverse migliaia di persone hanno sfilato per le vie del &lt;br&gt;centro, in ricordo di Abba e contro il razzismo, partendo da P.ta Venezia.&lt;br&gt;Un folto gruppo di giovani, (proletari/e, immigrati/e, giovani &amp;quot;di &lt;br&gt;seconda generazione&amp;quot;, provenienti da tutte le parti del mondo e che &lt;br&gt;insieme ad Abba si incontravano in S.Babila da anni per suonare e &lt;br&gt;ballare) si sono invece dati un appuntamento separato, per poi andare &lt;br&gt;incontro alla manifestazione.&lt;br&gt;Primo colpo di scena: all´altezza di Corso Venezia, giunti di fronte al &lt;br&gt;corteo, iniziano dei sit-in e con comizi e slogan continui decidono di &lt;br&gt;contenderne la testa costringendo il servizio d´ordine del corteo, &lt;br&gt;guidato da militanti del PRC,  a fare i salti mortali per riprendersela &lt;br&gt;e riportare la manifestazione dentro i binari prestabiliti.&lt;br&gt;Ma giunti a S.Babila nuovo colpo di scena: spazientiti dallo &lt;br&gt;scavalcamento dei &amp;quot;politici bianchi&amp;quot;, e sfruttando il presidio del &lt;br&gt;comitato antirazzista, la testa del corteo si blocca e, dopo aver &lt;br&gt;radunato altri 300 manifestanti, si dirige verso il Duomo deviando dal &lt;br&gt;percorso prestabilito.&lt;br&gt;Raggiunta piazza Duomo, di fronte a un nuovo tentativo di scavalcamento &lt;br&gt;e di controllo da parte degli apparati, nuovo e definitivo colpo di &lt;br&gt;scena: il corteo spontaneo decide di recarsi in via Zuretti, dove Abba è &lt;br&gt;stato ucciso. A questo punto la polizia cerca di costituire un cordone &lt;br&gt;per contenere il corteo non autorizzato, ma questo diventa un segnale &lt;br&gt;per i manifestanti che, al grido di &amp;quot;Abba vive e lotta insieme a noi&amp;quot;, &lt;br&gt;&amp;quot;basta razzismo&amp;quot; e &amp;quot;Giustizia!&amp;quot;, travolgono il cordone della polizia e &lt;br&gt;cominciano a correre verso la meta, distante quasi 5 km da piazza Duomo.&lt;br&gt;Poliziotti, giornalisti e militanti della sinistra istituzionale, &lt;br&gt;rincorrono la testa del corteo ansimando, ma ogni qualvolta riescono a &lt;br&gt;ricostruire un argine, grazie soprattutto a pattuglie che affluiscono &lt;br&gt;con mezzi mobili, il corteo rompe nuovamente il cordone e riparte, &lt;br&gt;sempre di corsa e gridando slogan.&lt;br&gt;La scena si ripeterà più volte fino in via Zuretti dove un imponente &lt;br&gt;schieramento di forze dell´ordine impedisce ai manifestanti, diventati &lt;br&gt;ormai 600, l´accesso al bar del linciaggio di Abba. Solo a quel punto, &lt;br&gt;gli organizzatori della manifestazione, insieme alla Digos, riuscivano a &lt;br&gt;riportare la calma e a ottenere una sorta di momentanea pacificazione &lt;br&gt;della piazza, (contestata da buona parte di coloro che avevano imposto &lt;br&gt;con l´azione diretta l´arrivo in via Zuretti), che ha segnato la &lt;br&gt;conclusione della giornata, ben lontana dal previsto comizio di chi &lt;br&gt;aveva convocato l´iniziativa.&lt;br&gt; &lt;br&gt;*Alcuni elementi di bilancio politico*&lt;br&gt; &lt;br&gt;E´ quasi superfluo sottolineare che il dato politicamente più &lt;br&gt;significativo della giornata sia stato l´irrompere prepotente della &lt;br&gt;rabbia e della determinazione di una parte consistente degli/delle &lt;br&gt;immigrati/e in piazza, capaci anche di comprendere le manovre di &lt;br&gt;pacificazione degli apparati e muoversi di conseguenza. La scelta &lt;br&gt;iniziale di un concentramento si è poi trasformata in volontà di &lt;br&gt;prenderne la testa, imporre ritmi, contenuti e percorso, fuori da ogni &lt;br&gt;logica di controllo dall´alto.&lt;br&gt;Con la loro autorganizzazione hanno messo in campo un nuovo e &lt;br&gt;incontrollabile soggetto politico che mette paura all´intera classe &lt;br&gt;dirigente. Ne è una chiara dimostrazione la copertura mediatica della &lt;br&gt;manifestazione, tesa quasi unanimemente a occultare questo protagonismo, &lt;br&gt;criminalizzandone l´azione o cercando di spiegarla attraverso la &lt;br&gt;presenza di oscuri &amp;quot;mandanti&amp;quot;.&lt;br&gt;Come Comitato Antirazzista avevamo scelto di non aderire ufficialmente &lt;br&gt;alla manifestazione, ma di parteciparvi chiamando ad un concentramento &lt;br&gt;indipendente, proprio per cercare di essere strumento e punto di &lt;br&gt;riferimento per il settore che, nella settimana che ha preceduto la &lt;br&gt;manifestazione, era emerso come l'unico in grado di imprimere alla &lt;br&gt;manifestazione il necessario senso di lotta. Un settore di giovani &lt;br&gt;proletari/e, immigrati/e, giovani &amp;quot;di seconda generazione&amp;quot;, che ha preso &lt;br&gt;l'iniziativa, indirizzato costantemente la presenza, più che altro la &lt;br&gt;nostra corsa, all´interno della manifestazione, dato un segnale di &lt;br&gt;autodeterminazione e di rottura con la politica di palazzo e  indicato &lt;br&gt;anche il percorso da seguire per le lotte future.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Milano 22/09/08&lt;br&gt; &lt;br&gt;*Comitato antirazzista milanese *&lt;br&gt;info@antirazzistimilano.org &amp;lt;mailto:info@antirazzistimilano.org&amp;gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;------------------------------------------------------------------------&lt;br&gt;_*di seguito il volantino distribuito sabato*_&lt;br&gt; &lt;br&gt;*Linciaggio razzista a Milano&lt;br&gt;Guardiamo in faccia i mandanti!*&lt;br&gt; &lt;br&gt;Si può morire anche così: presi a sprangate da due cittadini italiani &lt;br&gt;che ti accusano di aver rubato dei biscotti, e poi ti fanno fuori &lt;br&gt;urlandoti &amp;quot;sporco negro&amp;quot;, &amp;quot;vi ammazziamo tutti&amp;quot;. E &amp;quot;Abba&amp;quot; è morto &lt;br&gt;proprio  così, dopo essere stato rincorso e preso a sprangate.&lt;br&gt;E´ questo l´incubo in cui si risveglia la città di Milano, dopo i mesi &lt;br&gt;estivi trascorsi dalla classe politica del paese e della città a pensare &lt;br&gt;quali nuove norme quotidiane inventare per far scattare l´allarme &lt;br&gt;sociale e imporlo con i colpi di spranga legali del &amp;quot;pacchetto sicurezza&amp;quot;.&lt;br&gt;L´intera classe politica italiana, di destra e di sinistra, al servizio &lt;br&gt;di padroni e padroncini, ha dichiarato guerra a donne e uomini &lt;br&gt;immigrati: una guerra che, sull´onda lunga delle &amp;quot;emergenze&amp;quot;, introduce &lt;br&gt;il reato di &amp;quot;clandestinità&amp;quot;, rende impossibile la vita per gli/le &lt;br&gt;immigrati/e privi/e di permesso di soggiorno, dispiega l´esercito nelle &lt;br&gt;zone a più alto tasso di immigrazione, impone schedature e impronte &lt;br&gt;digitali ai minori rom, pene detentive e ammende per la prostituzione, &lt;br&gt;telecamere ovunque, rastrellamenti sui mezzi pubblici, ronde più o meno &lt;br&gt;private, poteri speciali a sindaci e prefetti, verso una totale &lt;br&gt;disciplina dei comportamenti (vietato mangiare per strada, sedersi sulle &lt;br&gt;panchine dopo il tramonto, baciarsi in macchina...) che toccano tutti.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Un vero e proprio dispositivo di guerra, che militarizza il territorio e &lt;br&gt;colpisce la parte più precaria e ricattabile della popolazione, &lt;br&gt;consegnandola al sistema delle imprese, per  essere utilizzata, suo &lt;br&gt;malgrado, per abbassare il costo generale del lavoro di tutti. Un &lt;br&gt;dispositivo sostenuto apertamente da quasi tutti i mass-media, che &lt;br&gt;cercano di occultare gli/le immigrati/e morti/e sui posti di lavoro, le &lt;br&gt;prostitute immigrate uccise o stuprate sulle strade, le condizioni di &lt;br&gt;vita disumane in cui sono costretti a vivere i bambini a cui si prendono &lt;br&gt;le impronte digitali, le condizioni di schiavitù lavorativa di molti &lt;br&gt;immigrati e immigrate, i centri di detenzione pieni di migranti &lt;br&gt;sequestrati direttamente sui posti di lavoro.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Il feroce assassinio di Abdul oltre che un omicidio dichiaratamente &lt;br&gt;razzista è anche l´inevitabile risultato di tutto ciò: è per questo che &lt;br&gt;due cittadini italiani, padre e figlio, esprimendo la loro complicità &lt;br&gt;con questo stato di guerra, danno un loro personale contributo alla &lt;br&gt;sicurezza del paese.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Respingiamo quindi le lacrime di coccodrillo del vicesindaco De Corato e &lt;br&gt;dei suoi compari di governo che consideriamo anzi i veri istigatori &lt;br&gt;dell´omicidio. Al tempo stesso prendiamo fermamente le distanze da &lt;br&gt;coloro che ieri, appoggiando il governo Prodi (costruzione di nuovi CPT, &lt;br&gt;pacchetto sicurezza, ecc), hanno preparato il terreno alle destre e &lt;br&gt;oggi, strumentalizzando la morte di Abba, dichiarano una guerra di &lt;br&gt;facciata a quel razzismo che essi stessi hanno contribuito a diffondere. &lt;br&gt;Crediamo invece che l´organizzazione dal basso delle lotte contro &lt;br&gt;l´ordine della repressione e dello sfruttamento sia, ancora una volta &lt;br&gt;oggi, il terreno su cui costruire l´unità di tutte le sfruttate e gli  &lt;br&gt;sfruttati.&lt;br&gt; &lt;br&gt;**&lt;br&gt;*Contro il razzismo di stato che produce mostri*&lt;br&gt;*Sabato 20 settembre, alle ore 14,&lt;br&gt;**Appuntamento  in piazza San Babila, a fianco degli amici di Abba*&lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt;*Comitato Antirazzista Milanese&lt;br&gt;*info@antirazzistimilano.org &amp;lt;mailto:info@antirazzistimilano.org&amp;gt;&lt;/font&gt;&lt;/pre&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+*20+settembre%3a+una+giornata+di+lotta+autorganizzata+contro+il+razzismo*&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!979.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!979.entry</guid><pubDate>Tue, 23 Sep 2008 15:56:35 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!979/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!979.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-09-23T15:56:35Z</dcterms:modified></item><item><title>La vita inizia nel buco nero.</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!978.entry</link><description> &lt;pre&gt;&lt;font size=3&gt;Tutti all’hackit&lt;br&gt;Noi non abbiamo paura&lt;br&gt;Segnalazioni&lt;br&gt;++++++++&lt;br&gt; &lt;br&gt;+ La vita inizia nel buco nero&lt;br&gt; &lt;br&gt;E’ tanto tempo che non scriviamo una newsletter come collettivo &lt;br&gt;Autistici/Inventati. Avevamo un poco dismesso le newsletter in &lt;br&gt;favore del blog, cavallette.autistici.org.&lt;br&gt;Ma in realta’ abbiamo scoperto che questa cosa ci fa sentire tanto &lt;br&gt;soli, e cosi’ mentre attendiamo di venire divorati dal buco nero &lt;br&gt;del cern, abbiamo pensato che fosse bello dedicarvi qualche riga. &lt;br&gt;Piu’ di qualcuna in realta’, e’ una newsletter lunga. Abbiate la &lt;br&gt;pazienza di leggerla fino in fondo.&lt;br&gt;A parte che la parola divorati fa pensare a qualcosa di trucido, &lt;br&gt;essere fagocitati da un buco nero non deve essere poi tanto male. &lt;br&gt;Quando sul ponte situato tra il picco del Giudizio e il monte Alborz &lt;br&gt;ci verra’ chiesto come siamo morti potremo dire “Ingoiati da un &lt;br&gt;buco nero”, che per esempio e’ molto meglio che dover dire “Accoltellato &lt;br&gt;da un fascista”. E quando ci chiederanno “Come sei vissuto, straniero?” &lt;br&gt;diremo “Come uno che muore sbranato da un buco nero”, che per esempio&lt;br&gt;e’ molto meglio che dover dire “Come un imprenditore cocainomane padano”.&lt;br&gt;In questi anni di incertezze esistenziali, culturali, economiche, &lt;br&gt;non sarebbe male mettere dei punti fermi, e un buco nero e’ un&lt;br&gt;punto parecchio fermo. Poi e’ nero, e potrebbe catalizzare su di se’ tutte &lt;br&gt;le nostre ansie e le nostre paure. Le mamme smetterebbero di pensare &lt;br&gt;che una zingara gli ha rubato il bambino ogni volta che se lo dimenticano &lt;br&gt;da qualche parte, e non avrebbe piu’ senso lamentarsi che in questa &lt;br&gt;Italia degenerata ormai non si capisce piu’ chi e’ italiano e chi no, &lt;br&gt;perche’ e’ pieno di immigrati che ci rubano il lavoro. Tutti staremmo &lt;br&gt;per finire dentro il buco nero, dove per definizione colore, nazionalita’ e &lt;br&gt;religione non hanno valore, tutto e’ ridotto all’essenza piu’ essenziale, &lt;br&gt;e non si lavora piu’ nel buco nero, si sta li’ tutti stretti, vicini, &lt;br&gt;vicini, come nella canzone di John Lennon. Materia contro materia, &lt;br&gt;particella subatomica su particella subatomica.&lt;br&gt;Come preparazione per questa eventualita’ vorremmo invitarvi tutti&lt;br&gt;all’hackmeeting 2008 a Palermo, il 26, 27, 28 settembre, dove&lt;br&gt;nella zona dormitorio si svolgeranno esperimenti di compressione &lt;br&gt;della materia e dei sacchi a pelo espansi.&lt;br&gt;Per info&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.hackmeeting.org/" target="_blank"&gt;http://www.hackmeeting.org&lt;/a&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;+ Noi non abbiamo paura&lt;br&gt; &lt;br&gt;In questo periodo di ansie e tremori abbiamo riflettuto un poco nella &lt;br&gt;nostra lista di gestione sul senso di tutta questa paura e rancore &lt;br&gt;senile che attraversano l’Italia. Qualche volta venivano fuori delle &lt;br&gt;cose interessanti. Qui di seguito c’e’ un testo scritto da uno di noi, &lt;br&gt;transitato in lista e che vogliamo riproporvi. Doveva essere l’inizio &lt;br&gt;di un discorso piu’ ampio, ma che non siamo ancora riusciti a progettare &lt;br&gt;per bene.&lt;br&gt; &lt;br&gt;La senti? Quella stretta che sale dallo stomaco fino a chiudere le vene nel&lt;br&gt;cervello? Quello sbalzo di pressione nello sterno che ti fa voltare &lt;br&gt;mentre cammini da solo in una splendida notte estiva? Quell’istinto &lt;br&gt;indotto che ti fa guardare storto il ragazzo che passa dall’altra parte &lt;br&gt;della strada.&lt;br&gt;E’ la paura. La senti?&lt;br&gt; &lt;br&gt;Eppure fino a ieri non la sentivi, non ne sentivi alcun bisogno. &lt;br&gt;Eppure e’ li’, e non sai come e’ nata nella tua testa. Fino a ieri &lt;br&gt;non avevi paura di camminare per strada, non avevi paura di offrire &lt;br&gt;da accendere a qualcuno alla fermata del bus, non sceglievi quale &lt;br&gt;strada percorrere in base alla presenza di un lampione.&lt;br&gt;Invece adesso capita. Ma è cambiato qualcosa? Qualcosa di cui non ti &lt;br&gt;sei accorto e che ha fatto nascere la paura?&lt;br&gt; &lt;br&gt;No. La verita’ e’ che non e’ cambiato niente. La verità è che i &lt;br&gt;ritornelli rimangono in testa molto di più che i ragionamenti. &lt;br&gt;La verita’ e’ che e’ difficile spiegarti perche’ vivi peggio se non &lt;br&gt;per colpa di qualcuno per strada.&lt;br&gt;La verita’ e’ che la paura non ti serve. Serve a qualcun altro.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Allora il punto e’ proprio questo. Perche’ dovresti aver paura? Cos’hai &lt;br&gt;da perdere? Cos’hai che qualcuno ti vorrebbe portare via? Niente. &lt;br&gt;Allora forse la paura serve a renderti codardo, a renderti malleabile, &lt;br&gt;a farti accettare quello che non accetteresti a mente fredda. La &lt;br&gt;paura e’ una merce di scambio: io mi prendo la tua paura, ma tu mi &lt;br&gt;regali la tua liberta’ e la tua dignita’. Un tre per due taroccato &lt;br&gt;in cui ci rimetti solo tu.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Noi non abbiamo paura. Non abbiamo paura perche’ sappiamo vedere &lt;br&gt;la verita’ nelle strade e nelle persone intorno a noi. Non abbiamo &lt;br&gt;paura perche’ non vogliamo arrenderci. Non abbiamo paura perche’ abbiamo &lt;br&gt;spento la televisione e abbiamo ricominciato a parlare. Non abbiamo &lt;br&gt;paura perche’ di paura si nutre il potere. La paura ti mangia il cuore &lt;br&gt;e ti spegne il cervello.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Noi vogliamo avere coraggio. Perche’ quando ti raccontano che tutto e’ finito, &lt;br&gt;che sei circondato dalla ferocia, dalla crudelta’ e dalla follia, &lt;br&gt;dalla notte, la verita’ e’ che c’e’ sempre un po’ di luce, una fioca &lt;br&gt;stella che illumina anche il cielo piu’ oscuro. Noi non abbiamo paura &lt;br&gt;della nostra vita, abbiamo paura della vita che vorrebbero per noi, &lt;br&gt;dell’odio che spargono per confonderci le idee, della nebbia che &lt;br&gt;impedisce di riconoscere il tuo simile e che facilita il&lt;br&gt;compito ai veri carnefici.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Non e’ difficile. Basta aprire gli occhi. E guardare dritto davanti a se’.&lt;br&gt;Fino all’orizzonte.&lt;br&gt; &lt;br&gt;+ Segnalazioni&lt;br&gt; &lt;br&gt;Ripetiamo: 26-27-28 settembre – hackit 2008 a palermo, www.hackmeeting.org&lt;br&gt; &lt;br&gt;E’ uscita in questi giorni Ruggine una piccola rivista coprodotta &lt;br&gt;anche da Autistici&lt;br&gt;&lt;a href="http://collanediruggine.noblogs.org/" target="_blank"&gt;http://collanediruggine.noblogs.org&lt;/a&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;Siamo infelici di ricordarvi che questo&lt;br&gt;&lt;a href="http://isole.ecn.org/antifa/archivi/Archivioaggressionifasciste_gennaio2005_settembre2008.pdf" target="_blank"&gt;http://isole.ecn.org/antifa/archivi/Archivioaggressionifasciste_gennaio2005_settembre2008.pdf&lt;/a&gt;&lt;br&gt;diventa sempre piu’ lungo&lt;br&gt; &lt;br&gt;Liberta’ non paura – 11 ottobre 2008&lt;br&gt;&lt;a href="http://wiki.vorratsdatenspeicherung.de/Freedom_Not_Fear_2008/Rome/Call" target="_blank"&gt;http://wiki.vorratsdatenspeicherung.de/Freedom_Not_Fear_2008/Rome/Call&lt;/a&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;+&lt;br&gt;Settembre 2008&lt;br&gt;Collettivo Autistici-Inventati&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.inventati.org/" target="_blank"&gt;http://www.inventati.org&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.autistici.org/" target="_blank"&gt;http://www.autistici.org&lt;/a&gt;&lt;br&gt;++&lt;/font&gt;&lt;/pre&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+La+vita+inizia+nel+buco+nero.&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!978.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!978.entry</guid><pubDate>Mon, 22 Sep 2008 16:48:18 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!978/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!978.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-09-22T16:48:18Z</dcterms:modified></item><item><title>CONSULTORIO SOTTO SFRATTO!</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!977.entry</link><description> &lt;pre&gt;&lt;font size=3&gt;CONSULTORIO SOTTO SFRATTO!&lt;br&gt; &lt;br&gt;Il consultorio familiare di via della Magliana, da anni collocato in un &lt;br&gt;appartamento di proprietà di un privato, al quale la direzione sanitaria &lt;br&gt;della ASL RMD, pagava la &amp;quot;pigione&amp;quot;, è oggi sotto sfratto.&lt;br&gt;Il consultorio di Magliana serve una vasta area del XV municipio, &lt;br&gt;Magliana, Portuense e Marconi, ha un utenza media annua di 3500 tra &lt;br&gt;adulti, adolescenti e bambine/i, sia italiani che stranieri.&lt;br&gt;Fornisce gratuitamente le oltre 20000 prestazioni annue tra servizi di &lt;br&gt;tutela della salute delle donne e supporto sociale e psicologico per &lt;br&gt;quante intraprendono la scelta non facile, dell’interruzione volontaria &lt;br&gt;della gravidanza. Inoltre il consultorio fornisce educazione alla &lt;br&gt;genitorialità, alla sessualità e prevenzione delle malattie sessualmente &lt;br&gt;trasmesse. Ha attivo uno servizio di pediatria e ciclicamente promuove &lt;br&gt;campagne di vaccinazione e prevenzione dei tumori al collo dell’utero e &lt;br&gt;al seno.&lt;br&gt;La sanità pubblica è evidentemente sotto attacco in tutta Italia, ma da &lt;br&gt;anni ormai le istituzioni mostrano un accanimento particolare verso i &lt;br&gt;consultori familiari, forse proprio perché un consultorio come quello di &lt;br&gt;via della Magliana, che offre un servizio gratuito indispensabile per &lt;br&gt;molte donne, adolescenti, bambine e bambini, infastidisce chi deve &lt;br&gt;arricchirsi con la sanità&lt;br&gt;privata e vuole rendere ogni servizio a pagamento.&lt;br&gt;Ma tutto questo ai nostri amministratori, non interessa. Il consultorio, &lt;br&gt;infatti, è in attesa che gli venga assegnato uno spazio all’interno del &lt;br&gt;poliambulatorio di Via Vaiano. Nell’autunno del 2006 il periodico &lt;br&gt;Arvalia, emanazione diretta del consiglio municipale, strombazzava &lt;br&gt;l’apertura del cantiere e prevedeva la consegna degli spazi entro Aprile &lt;br&gt;2007, ma come sempre, sono rimaste&lt;br&gt;solo chiacchiere! Infatti a quasi 2 anni dalla grande cerimonia &lt;br&gt;inaugurale, i lavori all’interno del cantiere non sono andati oltre il &lt;br&gt;mattone deposto dal presidente Paris e le foto con pala e cazzuola &lt;br&gt;dell’ex assessore alla sanità Augusto Battaglia.&lt;br&gt;Nel frattempo la proprietà dei locali in cui il cosultorio è ospitato ha &lt;br&gt;richiesto lo sfratto, ed il consultorio è stato visitato più volte &lt;br&gt;dall’ufficiale giudiziario ed ha subito tentativi di pignoramento delle &lt;br&gt;strumentazioni in uso.&lt;br&gt;Il consultorio di via della Magliana nel mese di settembre verrà &lt;br&gt;visitato nuovamente dall'ufficiale giudiziario per un altro tentativo di &lt;br&gt;sfratto.&lt;br&gt;Crediamo che sia una vergogna che ginecologhe, pediatre, psicologhe, &lt;br&gt;assistenti sociali che in esso lavorano si debbono trovare dal settembre &lt;br&gt;senza una sede.&lt;br&gt;Invitiamo tutte le donne, mamme, ragazze e ragazzi a difendere lo spazio &lt;br&gt;libero, gratuito e collettivo del consultorio familiare.&lt;br&gt; &lt;br&gt;- PER LA SALVAGUARDIA DEI SERVIZI OFFERTI DAL CONSULTORIO&lt;br&gt;- PER L’APERTURA IMMEDIATA DEL POLIAMBULATORIO DI VIA VAIANO&lt;br&gt;- PERCHE', FINCHE' LA NUOVA SEDE NON SIA DISPONIBILE, LA ASL GARANTISCA &lt;br&gt;LA PERMANENZA DEL CONSULTORIO NELLA SEDE ATTUALE.&lt;br&gt;- IN SOLIDARIETA' CON LE OPERATRICI E LE/GLI UTENTI DEL CONSULTORIO&lt;br&gt;- PER UNA MIGLIORE VIVIBILITA’ DEL NOSTRO TERRITORIO E MAGGIORI SERVIZI &lt;br&gt;PER LE/GLI ABITANTI DI MAGLIANA&lt;br&gt; &lt;br&gt;Venerdì 19 settembre alle ore 9 si riunirà&lt;br&gt;l'ASSEMBLEA DELLE DONNE DEL CONSULTORIO&lt;br&gt;presso i locali del consultorio stesso, via della Magliana 256&lt;br&gt;C.S.O.A. Macchia Rossa / via Pieve Fosciana 56 - 82 / &lt;br&gt;www.inventati.org/macchiarossa&lt;/font&gt;&lt;/pre&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+CONSULTORIO+SOTTO+SFRATTO!&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!977.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!977.entry</guid><pubDate>Fri, 19 Sep 2008 19:15:22 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!977/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!977.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-09-19T19:15:22Z</dcterms:modified></item><item><title>L'INPS SGOMBERA!</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!976.entry</link><description> &lt;pre&gt;&lt;font size=3&gt;L'INPS SGOMBERA!&lt;br&gt; &lt;br&gt;Nei prossimi mesi le case dell'INPS di Magliana saranno privatizzate, &lt;br&gt;come sta già avvenendo negli altri quartieri di Roma.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Gli inquilini senza titolo, così come quelli che non riusciranno ad &lt;br&gt;ottenere un mutuo per comprare l'appartamento, saranno sfrattati e &lt;br&gt;andranno ad aumentare ulteriormente il numero di chi si trova in &lt;br&gt;emergenza abitativa&lt;br&gt; &lt;br&gt;Il 18 settembre l'ufficiale giudiziario tenterà di sfrattare una &lt;br&gt;famiglia da un appartamento dell'INPS in via dell'Impruneta 15.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Organizziamoci e lottiamo per:&lt;br&gt;- Il blocco immediato di sfratti e sgomberi&lt;br&gt;- Una sanatoria immediata per gli inquilini senza titolo.&lt;br&gt;- Garanzie per gli inquilini che vorranno comprare l'appartamento in cui &lt;br&gt;abitano.&lt;br&gt;- Acquisto delle case invendute da parte dell'ATER o del Comune per &lt;br&gt;farne case popolari da assegnare agli attuali inquilini.&lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt;Giovedì 18 settembre dalle ore 8&lt;br&gt;PICCHETTO ANTI-SFRATTO&lt;br&gt;in Via dell'Impruneta 15&lt;br&gt; &lt;br&gt;C.S.O.A. Macchia Rossa Magliana&lt;br&gt;via Pieve Fosciana 56 - 82&lt;br&gt;www.inventati.org/macchiarossa&lt;br&gt; &lt;br&gt;Comitato d'Occupazione Magliana&lt;br&gt;&amp;quot;8 marzo&amp;quot; occupata - via dell'Impruneta 13&lt;br&gt;occupa.noblogs.org&lt;/font&gt;&lt;/pre&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+L'INPS+SGOMBERA!&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!976.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!976.entry</guid><pubDate>Thu, 18 Sep 2008 19:30:58 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!976/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!976.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-09-18T19:30:58Z</dcterms:modified></item><item><title>Appello per Haiti!</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!975.entry</link><description> Tre uragani e una « tempesta tropicale » (“Fay”, “Gustav”, “Hanna” e “Ike”) che si sono &lt;br&gt;susseguiti a distanza di pochi giorni hanno distrutto totalmente Haiti, il Paese più povero &lt;br&gt;del Continente Americano. Il Governo sta facendo ciò che può, con le scarse risorse a &lt;br&gt;disposizione e le richieste di soccorso urgente che provengono da tutto il Paese.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L’Artibonite, dove vivono la maggior parte dei contadini che avevano ripreso a coltivare il riso&lt;br&gt;per limitare la dipendenza alimentare dai Paesi esteri, è ora isolata, dopo che l’ultimo ponte &lt;br&gt;che permetteva di raggiungere le vallate e le montagne è crollato a causa del passaggio &lt;br&gt;dell’uragano IKE. Inoltre il governo è stato costretto a far defluire le acqe dalla diga più grande &lt;br&gt;del Paese, quella di Peligre (sempre nell’Artibonite), ed ha richesto l’evacuazione immediata &lt;br&gt;della zona. Impossibile sapere quanti contadini siano riusciti a salvarsi, costretti a fuggire in &lt;br&gt;&lt;br&gt;una zona già allagata da Hanna, sotto il vento e la fortissima pioggia.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Gli aiuti internazionali sono giunti o stanno arrivando alla città più colpita dalla « tempesta &lt;br&gt;tropicale » Hanna, cioè Gonaives, capoluogo del Dipartimento dell’Artibonite. Le ultime stime, &lt;br&gt;ancora vaghe, parlano di 1.000 - 2.000 vittime solo fra Gonaives e dintorni.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il primo uragano, cioè Gustav, classificato come categoria 1 dal « National Hurrican Center » &lt;br&gt;di Miami è già dimenticato. Gustav, nel sud, ha causato almeno 100 morti, 20 dispersi e numerosi&lt;br&gt;feriti oltre a 10.000 senza tetto. Quello che è meno noto è che Gustav ha colpito anche le zone &lt;br&gt;più povere della capitale, Port-au-Prince.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L’AUMOHD (Association des Universitaires Motivés Pour Une Haïti Des Droits), composta da&lt;br&gt; avvocati e volontari che dal 2004 si occupano, non senza rischi, delle innumerevoli violazioni &lt;br&gt;dei diritti umani, si sta prendendo cura di centinaia di sfollati, dimenticati da tutti.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Inizialmente i volontari hanno percorso le strade di Cité Soleil, Simon-Pelé e altre periferie &lt;br&gt;per avvisare gli abitanti, che spesso non sono raggiunti neanche dalle informazioni radiofoniche, &lt;br&gt;dell’immediato pericolo, permettendo alle persone di mettersi in salvo.&lt;br&gt;Ha successivamente coordinato l’evacuazione di Grand Ravin (il quartiere più povero di &lt;br&gt;Port-au-prince insieme alla bidonville di Cité Soleil), trasferendo 340 persone, 118 delle &lt;br&gt;quali sono bambini, al liceo di Grand Ravin, mentre le loro case sono state totalmente &lt;br&gt;distrutte, prima da Gustav e poi da Ike che ha completato l’opera di devastazione.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Attualmente l’AUMOHD ha lanciato un appello urgente per provvedere alle necessità &lt;br&gt;primarie degli sfollati, dimenticati dal Governo : mancano di tutto, dall’acqua potabile &lt;br&gt;al cibo, dai vestiti ai medicinali e persino di scarpe&lt;br&gt;A Cité Soleil, dalle 64 fontane che servono gli abitanti esce acqua fortemente inquinata, &lt;br&gt;è indispensabile almeno potabilizzare l’acqua per evitare disastrose epidemie che &lt;br&gt;causerebbero centinaia di vittime soprattutto fra i bambini.&lt;br&gt;L’AUMOHD, fino a oggi, ha utilizzato le sue scarse risorse per provvedere almeno a &lt;br&gt;distribuire acqua e un po' di cibo, ma le risorse sono finite : il Governo non se ne occupa, &lt;br&gt;o non può occuparsene, e l’AUMOHD si rivolge a noi contando sul nostro aiuto URGENTISSIMO. &lt;br&gt;La sete e la fame non possono attendere.&lt;br&gt;Visto che il governo italiano non ha assolutamente risposto agli appelli del Presidente &lt;br&gt;haitiano René Préval, che siano i comuni cittadini italiani a far sentire la loro solidarietà. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;        PER ULTERIORI INFORMAZIONI e DOMANDE &lt;br&gt;        scrivi a redazione@selvas.org &lt;br&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+Appello+per+Haiti!&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!975.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!975.entry</guid><pubDate>Wed, 17 Sep 2008 18:40:29 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!975/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!975.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-09-17T18:40:29Z</dcterms:modified></item><item><title>Roma, 19/09 Assemblea cittadina antifascista‏</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!974.entry</link><description> 
    
    




    
            &lt;pre&gt;&lt;font size=3&gt; &lt;br&gt;L'assemblea cittadina antifascista, che ha visto come la scorsa volta la &lt;br&gt;partecipazione ampia delle realtà antagoniste romane, ripartendo dalle &lt;br&gt;proposte di mobilitazione contro la deriva securitaria classista e razzista &lt;br&gt;delle istituzioni tanto locali quanto nazionali ha confermato la volontà di &lt;br&gt;costruire insieme momenti di mobilitazione e controinformazione.&lt;br&gt; &lt;br&gt;L'assemblea ha individuato come primo appuntamento cittadino il 30 &lt;br&gt;Settembre, 31esimo anniversario dell'omicidio di Walter Rossi da parte dei &lt;br&gt;neofascisti del MSI protetti dalle forze dell'ordine. Le compagne e i &lt;br&gt;compagni, in accordo con l'associazione “Walter Rossi”, hanno espresso &lt;br&gt;l'intenzione di attraversare il quartiere Balduina/Trionfale con una &lt;br&gt;manifestazione, pacifica e autodifesa, che avrà come momento centrale il &lt;br&gt;presidio che si terrà alla lapide in Via delle Medaglie d'Oro.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Per costruire ed organizzare la manifestazione cittadina del 30 Settembre, &lt;br&gt;la successiva del 28 Ottobre e le altre mobilitazioni di cui si è discusso &lt;br&gt;convochiamo un'assemblea cittadina per Venerdì 19/09 alle ore 18.30 presso &lt;br&gt;il LOA Acrobax – Via della Vasca Navale 6&lt;br&gt; &lt;br&gt;Assemblea cittadina antifascista&lt;/font&gt;&lt;/pre&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-2179731283994127465&amp;page=RSS%3a+Roma%2c+19%2f09+Assemblea+cittadina+antifascista%e2%80%8f&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=ciglione.spaces.live.com&amp;amp;GT1=ciglione"&gt;</description><comments>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!974.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!974.entry</guid><pubDate>Tue, 16 Sep 2008 18:15:26 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://ciglione.spaces.live.com/blog/cns!E1C009F227B95397!974/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!974.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-09-16T18:15:26Z</dcterms:modified></item><item><title>Comunicato EZLN</title><link>http://ciglione.spaces.live.com/Blog/cns!E1C009F227B95397!973.entry</link><description> &lt;pre&gt;&lt;font size=3&gt;ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE&lt;br&gt; &lt;br&gt;COMMISSIONE SESTA DELL’EZLN&lt;br&gt; &lt;br&gt;MESSICO&lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt;11 settembre 2008&lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt;Alle compagne, compagni e compagnei aderenti alla Sesta Dichiarazione, &lt;br&gt;all’Altra Campagna ed alla Zezta Internacional:&lt;br&gt; &lt;br&gt;A chi si senta chiamata, chiamato e chiamatao in causa:&lt;br&gt; &lt;br&gt;Compas:&lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt;  Che cos’è questa cosa del “compagnei”? Qui pensiamo che in questo modo &lt;br&gt;possiamo risolvere il problema della chiocciola, cioè del simbolo @ ed &lt;br&gt;andare un po’ più avanti. Perché, come diceva il defunto Elías &lt;br&gt;Contreras, risulta che… Bene, sto iniziando un poco confuso. Riprendiamo:&lt;br&gt; &lt;br&gt;Compas:&lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt;  Prima di tutto mandiamo i nostri saluti zapatisti. Scriviamo a tutte, &lt;br&gt;tutti e tuttei per parlare un poco di quello che pensiamo (ovvero &lt;br&gt;facciamo) come compagni di lotta quali siamo.&lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt;  Non è un solo pensiero, ma diversi. In effetti sì, è un solo pensiero, &lt;br&gt;ma ne contiene molti, ovvero è un pensiero complesso. Cioè, Cioè vivace. &lt;br&gt;E parlandolo e scrivendolo e discutendolo con voi è come si va &lt;br&gt;sistemando e definendo. Dunque per prima cosa pensiamo di cominciare dal &lt;br&gt;primo.&lt;br&gt; &lt;br&gt;  Il primo pensiero sono i/le nostr@ compagn@ ingiustamente reclusi da &lt;br&gt;quei primi giorni del mese di maggio del 2006, nella selvaggia &lt;br&gt;repressione contro il popolo di San Salvador Atenco. Anche se alcun@ &lt;br&gt;sono stati liberati, ancora ce ne sono altr@ che restano ingiustamente &lt;br&gt;in carcere, tra loro il compagno Ignacio del Valle, del Fronte dei &lt;br&gt;Popoli a Difesa della Terra. Citiamo lui non perché dimentichiamo o non &lt;br&gt;conosciamo gli altri, ma perché il suo caso è emblematico &lt;br&gt;dell’ingiustizia che è legge e istituzione in questo Messico agonizzante.&lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt;  Bene, tutt@ voi più o meno sapete quello che è successo, quindi &lt;br&gt;vogliamo parlare con voi di quello che possiamo fare e faremo, come &lt;br&gt;zapatisti, e con altr@ compagn@ che non sono zapatisti ma sono &lt;br&gt;dell’Altra Campagna, ovvero compagne, compagni e compagnei.&lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt;  Fin dai primi giorni in cui i/le nostr@ compagn@ dell’Altra Campagna e &lt;br&gt;del Fronte dei Popoli in Difesa della Terra furono presi in ostaggio dal &lt;br&gt;governo federale (allora ed ora del Partito di Azione Nazionale) e dallo &lt;br&gt;Stato del Messico(del PRI) ed incarcerat@ ingiustamente, un piccolo &lt;br&gt;gruppo di uomini e donne dell’Altra Campagna installò un presidio &lt;br&gt;davanti al carcere di Santiaguito.&lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt;  Con perseveranza e senza clamore, da allora questo presidio è stato &lt;br&gt;mantenuto, prima davanti alla prigione di Santiaguito e poi, quando i/le &lt;br&gt;nostr@ prigionier@ sono stati trasferiti, di fronte alla prigione di &lt;br&gt;Molino de las Flores (sempre nello Stato del Messico). La loro &lt;br&gt;rivendicazione era ed è quella di tutt@ quelli che fanno parte &lt;br&gt;dell'Altra Campagna: libertà e giustizia per Atenco.&lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt;  Ma non solo. In questi 2 anni, ed in condizioni avverse, questo &lt;br&gt;presidio ha fatto sapere a@ nostr@ compagn@ prigionier@ ed ai loro &lt;br&gt;familiari che non erano né sono soli, che non dimentichiamo. &lt