marco's profileCapitalismo: privatizzaz...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Capitalismo: privatizzazione dei profitti, socializzazione delle perditeChristianity was the first creed in history to exterminate its adversaries in the name of love |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
May 20 Repressione di attività di,apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internettratto da hackmeeting May 10 Somalia: le bugie che ci raccontano sulla pirateriaTradotto
per Rebelión da Christine Lewis Carroll, per Senzasoste da Andrea Grillo Chi poteva immaginare che nel 2009 i governi del mondo avrebbero dichiarato una nuova guerra ai Pirati? Mentre state leggendo questo articolo, la Marina britannica -appoggiata dalle navi di più di due dozzine di nazioni, dagli Stati Uniti alla Cina- sta entrando nelle acque della Somalia per perseguire uomini che vediamo ancora come furfanti da circo con il pappagallo sulla spalla. Presto daranno battaglia a navi somale e daranno la caccia ai pirati anche sul territorio della Somalia, uno dei Paesi più malmessi della Terra. Ma a parte la stravaganza di questo racconto, c'è uno scandalo su cui si tace. La gente che i nostri governi etichettano come "una delle grandi minacce dei nostri tempi" ha una storia straordinaria da raccontare -e un po' di ragione dalla sua parte. I pirati non sono mai stati esattamente come crediamo che siano. All'"epoca d'oro della pirateria" -dal 1650 al 1730- l'idea del pirata come predone selvaggio e insensato che è rimasta fino ai giorni nostri fu creata dal governo britannico con un grande sforzo propagandistico. Molta gente comune riteneva che fosse una falsità: spesso la folla li salvava dalla forca. Perché? Che cosa vedevano allora che noi oggi non vediamo? Nel suo libro Villains of all nations (Furfanti di tutte le nazioni), lo storico Marcus Rediker realizza una ricerca per capirlo. A quell'epoca se ti arruolavi nella Marina Mercantile o nella Marina britannica -reclutato sui moli di Londra, giovane e affamato- finivi in un inferno di legno galleggiante. Lavoravi senza sosta su una nave angusta e mezzo morto di fame, e se qualche volta eri troppo pigro l'onnipotente capitano ti colpiva. Se eri sempre troppo pigro ti potevano gettare in mare. E dopo mesi o anni che sopportavi tutto questo, a volte ti imbrogliavano sulla paga. I pirati furono i primi a ribellarsi contro questo mondo. Si ammutinarono contro i loro tirannici capitani e crearono un modo diverso di lavorare in mare. Una volta presa una nave, i pirati eleggevano il loro capitano, e prendevano tutte le loro decisioni collettivamente. Si spartivano il bottino, cosa che Rediker descrive come "uno dei progetti più egualitari del XVIII secolo per utilizzare le risorse disponibili". Accoglievano perfino schiavi africani e convivevano con loro da uguali. I pirati dimostrarono "in modo molto chiaro e sovversivo che non c'era bisogno di governare la nave con i sistemi oppressivi e brutali che usavano la Marina Mercantile e la Marina britannica". E' per questo che erano popolari, nonostante fossero ladri improduttivi. Le parole di un pirata di quest'epoca perduta -un giovane britannico di nome William Scott- dovrebbero avere un'eco in questa nuova epoca di pirateria. Poco prima di essere impiccato a Charleston, Carolina del Sud, disse: "Ho fatto quel che ho fatto per non morire. Sono stato obbligato a diventare un pirata per sopravvivere". Nel 1991 è caduto il governo della Somalia, situata nel Corno d'Africa. I suoi nove milioni di abitanti da allora sono stati sul punto di morire di fame, e molte delle forze peggiori del mondo occidentale hanno visto tutto questo come un'occasione stupenda per rubare le fornniture di alimenti per il Paese e scaricare le nostre scorie nucleari nei suoi mari. Sì: scorie nucleari. Essendo scomparso il governo, sulle coste della Somalia arrivavano misteriosamente navi europee scaricando enormi bidoni nell'oceano. La popolazione della costa cominciava ad ammalarsi. All'inizio soffrivano di strane eruzioni, nausea, e nascevano bambini malformati. Poi, dopo lo tsunami del 2005, centinaia di questi bidoni scaricati, che perdevano, finirono sulla costa. La gente cominciò ad ammalarsi per le radiazioni, e più di 300 persone morirono. Ahmedou Ould-Abdallah, l'inviato delle Nazioni Unite in Somalia, dichiara: "Qualcuno sta scaricando materiale nucleare qui. Ci sono anche piombo e metalli pesanti, come il cadmio e il mercurio -ossia, di tutto". Se ne possono seguire le tracce risalendo fino agli ospedali e alle fabbriche europee, poi alla consegna dei rifiuti alla mafia italiana per liberarsene nella maniera meno costosa. Quando ho chiesto a Ould-Abdallah cosa facevano i governi italiani per impedirlo, disse con un sospiro: "Niente. Non si è pulito, né ci sono stati indennizzi né prevenzione". Nel frattempo altre navi europee stavano saccheggiando i mari della Somalia della sua maggiore risorsa: i frutti di mare. Abbiamo distrutto le nostre stesse risorse di pesce per sovrasfruttamento e ora vogliamo le loro. Enormi pescherecci rubano ogni anno più di 300 milioni di dollari di tonno, gamberi, aragoste ecc. entrando illegalmente nei mari non protetti della Somalia. I pescatori locali hanno chiesto dapprima con le buone che fosse garantito il loro sostentamento, e stanno morendo di fame. Mohammed Hussein, un pescatore della città di Marka, a 100 chilometri da Mogadiscio, ha dichiarato alla Reuters: "Se non si fa nulla, presto non ci sarà più pesce nelle acque della nostra costa". Questo è il contesto nel quale sono sorti gli uomini che chiamiamo "pirati". Tutti concordano sul fatto che erano comuni pescatori somali che prima cercavano di dissuadere con lance veloci quelli che scaricavano rifiuti dai pescherecci o per lo meno fargli pagare un tributo. Si definiscono Guardacoste Volontarie della Somalia, e non è diffícile capire perché. Durante una surreale intervista telefonica, uno dei dirigenti dei pirati, Sugule Ali, ha detto che il suo obiettivo era "fermare la pesca illegale e lo scarico dei rifiuti nelle nostre acque... Non ci consideriamo banditi dei mari. I banditi sono quelli che pescano, scaricano rifiuti e portano le armi nei nostri mari". William Scott avrebbe capito queste parole. No, questo non giustifica la cattura di ostaggi, e alcuni sono evidentemente dei gangster, specialmente quelli che hanno interrotto le forniture del Programma Mondiale per gli Alimenti. Ma i "pirati" hanno un larghissimo appoggio della popolazione locale per diverse ragioni. Il sito web indipendente di notizie somalo WardherNews ha intervistato la popolazione locale su questo tema, e il 70% "ha approvato la pirateria come forma di difesa nazionale delle acque territoriali del Paese". Durante la Guerra di Indipendenza degli Stati Uniti George Washington e i padri fondatori pagavano i pirati per proteggere le acque territoriali del loro Paese perché non avevano marina né guardacoste propri. La maggioranza degli statunitensi erano d'accordo. Cosa c'è di diverso? Ci aspettavamo che i somali affamati ci guardassero passivamente dalla loro spiagge e mari in mezzo alle nostre scorie nucleari mentre gli rubavamo il pesce per mangiarlo nei nostri ristoranti di Londra, Parigi o Roma? Non ci siamo mossi quando si commettevano questi crimini, ma quando alcuni pescatori hanno risposto interrompendo il corridoio attraverso il quale passa il 20% delle forniture mondiali di petrolio abbiamo cominciato a urlare contro la "malvagità". Se davvero vogliamo occuparci della pirateria, dobbiamo sradicare la sua causa -i nostri crimini- prima di mandare le cannoniere a sradicare i criminali somali. La guerra contro la pirateria, anche questa del 2009, fu ben descritta da un altro pirata che visse e morì nel quarto secolo avanti Cristo. Fu catturato e portato al cospetto di Alessandro Magno, che volle sapere "Perché vuoi impadronirti dei mari?". Il pirata sorrise e rispose: "Per lo stesso motivo per cui Voi volete impadronirvi di tutta la Terra; ma siccome io lo faccio con una nave insignificante sono un ladro, mentre Voi che lo fate con una grande flotta, Vi chiamano imperatore". Oggi ancora una volta le nostre grandi flotte imperiali vanno per i mari; ma chi è il ladro? May 05 Palestina manifestazione 1 maggio ferito un medicoAl Masarah - Betlemme, 1 maggio 2009 April 21 Case dello Studente antisismiche e inutilizzateA
L'Aquila esistono due case dello studente oltre a quella
famosa che è crollata a causa del terremoto,
provocando la morte di diversi ragazzi. Due strutture
antisismiche che non sono state scalfite dal sisma. Due
strutture che, però, non sono mai state utilizzate. E dopo
la tragedia che ha colpito molti studenti fuorisede, che studiavano
all'Università dell'Aquila, ci si chiede
perchè gli edifici antisismici destinati agli studenti erano
abbandonati. Le due strutture sono state fatte costruire dal
Comune ed i lavori sono terminati rispettivamente nel 2002 e nel 2008
per una spesa di circa 2 milioni e mezzo di euro. Ma, nonostante siano
state realizzate seguendo tutti i criteri antisismici, non sono mai
state utilizzate. di Barbara Leone April 20 E`una dipendente del Parlamento italiano una delle due persone arrestateDal canale svizzero Rsi : E`una dipendente del Parlamento italiano una delle due persone arrestate, lo scorso due aprile a Lugano, con otto chili di cocaina in valigia. Insolito sequestro, quello avvenuto il 2. Si tratta, infatti, della segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma. Insieme a lei, lo ricordiamo, è stato arrestato anche un uomo. Entrambi provenivano dal Brasile. Non mi pare che sia una notiziola di poco conto l'arresto di una funzionaria di partito stipendiata dal Parlamento italiano (e quindi da noi). E i quotidiani non ne hanno parlato nemmeno in una breve. Ho provato a cercare la notizia su Google e sono usciti fuori solo alcuni blog ma nessun canale d'informazione ufficiale. Se qualcuno trova una qualsiasi pubblicazione della notizia, me lo faccia sapere ed elogeremo pubblicamente chi merita. A questo punto, in attesa di smentite, mi pongo una delle mie solite e prevedibili domande: sono improvvisamente cambiati i criteri di notiziabilità? O forse non vale la pena "graffiare" un partito che in base ai propri capricci determina la durata del governo di cui è parte? |
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|